Cipe, approvato il piano da 3,5 miliardi per ricerca e beni culturali: quali i benefici per il Paese?

Nel giorno della Festa dei lavoratori il Governo non si riposa e convoca a Palazzo Chigi una riunione straordinaria per varare alcuni importanti provvedimenti. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha approvato infatti un piano di finanziamenti da 3,5 miliardi di euro, di cui 2,5 per la ricerca e un altro miliardo destinato alla valorizzazione dei beni culturali e del turismo.

Altri 300 milioni circa serviranno invece per il sostegno delle imprese e lo sviluppo economico.

“Il fatto che il Cipe si sia svolto oggi” ha scritto il presidente del Consiglio Matteo Renzi in un post su Facebook “è un segnale di grande importanza simbolico: continuiamo a lavorare perché l’Italia sia finalmente sbloccata. Del resto un anno fa il primo maggio era la data di partenza dell’Expo: doveva essere un disastro, è stato un successo”.

L’obiettivo primario è quello di rendere più semplice l’accesso dei giovani universitari al mondo della ricerca, avviando un’inversione di tendenza rispetto al luogo comune per cui ricerca è sinonimo di precarietà. Secondo il Ministro dell’istruzione Stefania Giannini questo provvedimento porterà a “raddoppiare i posti di lavoro in questo settore nel corso dei prossimi anni”.

Importanti anche i finanziamenti per la cultura ed il turismo, che saranno principalmente destinati alle opere di completamento per lavori già avviati nei poli museali italiani. Oltre agli Uffizi di Firenze e alla Cittadella di Alessandria, a beneficiare degli stanziamenti saranno tre perle culturali del Mezzogiorno: gli scavi di Pompei, gli scavi di Ercolano e la Reggia di Caserta.

Proprio il complesso vanvitelliano, tristemente noto negli ultimi anni per l’incuria, il vandalismo dei visitatori e la cattiva manutenzione, è diventato l’emblema della rinascita culturale del Sud Italia: merito del Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ma anche e soprattutto del lavoro del neodirettore della Reggia Mauro Felicori, nominato proprio da Palazzo Chigi non più di un anno fa. Mettendo in campo azioni semplici e intelligenti e sfruttando l’ottimo rapporto con il Governo, Felicori ha dato nuovo lustro al capolavoro di Luigi Vanvitelli, facendo registrare un aumento esponenziale (oltre il 70%) dei visitatori.

Queste misure, se aggiunte al famigerato “Patto per il Sud” tanto pubblicizzato da Renzi, possono effettivamente dare un contributo per il rilancio di un territorio storicamente problematico.

Tale processo virtuoso però sembra non poter prescindere da un intervento deciso ed efficace sulla disoccupazione, un male del Paese che diventa ancora più grave da Roma in giù: incassato il parziale flop del programma Garanzia Giovani, che non ha assicurato i risultati sperati, è doveroso all’indomani del primo maggio riflettere sul dato più deprimente per l’Italia, quello per cui circa un giovane su tre (il numero diventa ancora più alto al Sud) non riesce a trovare lavoro.

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