Ottocento siriani sbarcano in Sicilia, c’è il rischio di un doppio flusso migratorio

Circa ottocento profughi sono stati messi in salvo dalla guardia costiera italiana durante la notte e fatti sbarcare nel porto di Augusta, in Sicilia. I migranti, quasi tutti provenienti dalla Siria, viaggiavano su due imbarcazioni diverse, entrambe stracolme, partite dalle coste egiziane e non dalla Libia, come accade nella maggioranza dei casi.

Questo elemento di novità preoccupa fortemente il governo italiano: con la chiusura della rotta balcanica, sancita dall’accordo Ue-Turchia dello scorso 20 marzo, i profughi siriani, impossibilitati a raggiungere la Grecia, potrebbero scegliere di percorrere la rotta del Mediterraneo Centrale per sbarcare sulle coste italiane. Andrebbero così ad aggiungersi ai migranti che arrivano costantemente dai Paesi dell’Africa centrale, creando un’ondata che diventerebbe ancora più grande con l’arrivo dell’estate.

Nonostante i flussi migratori risultino in calo nel 2016, con arrivi inferiori del 13% rispetto allo stesso periodo del 2015, le strutture ricettive italiane al momento ospitano quasi 115.000 persone e potrebbero non essere più sufficienti a fronte di un boom di sbarchi sulle nostre coste.

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