Giornata mondiale contro l’omofobia, nel 2016 ancora troppe discriminazioni

Cancellare le discriminazioni e porre fine a quel fenomeno latente per cui alcune persone continuano ad  emarginare chiunque non sia eterosessuale. La Giornata mondiale contro l’omofobia si celebra il 17 maggio dal 1990, anno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò, seppure in ritardo, l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Le legislazioni nazionali in Europa si stanno evolvendo, tutelando gli omosessuali e garantendo loro gli stessi diritti in materia di eredità, assistenza sanitaria e unioni civili riservate alle persone etero. “Ma di omofobia e di transfobia in Italia si muore ancora”, denuncia Arcigay, inserendo nel suo rapporto annuale alcuni casi di suicidio dovuti all’esclusione sociale nei confronti di queste persone, spesso più deboli emotivamente.

Il report dell’Ilga, l’associazione mondiale a difesa di gay, lesbiche, trans e bisessuali, descrive invece un mondo spaccato in due: da una parte chi è al passo con i tempi, dall’altra chi continua a criminalizzare e demonizzare i diversi gusti sessuali.

Nel 2016 sono tredici gli Stati in cui è prevista la pena di morte per gli omosessuali (tra questi Mauritania, Arabia Saudita e Yemen), 14 quelli in cui si rischia l’ergastolo e tanti altri che prevedono pene detentive. Tra i Paesi che impongono forti restrizioni alla libertà sessuale ci sono anche nazioni a noi “vicine”, come Russia ed Ucraina.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai 70 Stati che prevedono leggi contro la discriminazione degli omosessuali sul posto di lavoro, dai 22 che riconoscono il matrimonio gay e dai 24 che garantiscono diversi tipi di unione civile.

Sul tema, in occasione della Giornata mondiale, è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “E’ un’occasione per riflettere sulla centralità della dignità umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni. L’intolleranza” ha detto  “affonda infatti le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l’informazione, la conoscenza, il dialogo, il rispetto. La non accettazione delle diversità genera violenza e per questo va contrastata con determinazione. E’ inaccettabile che l’orientamento sessuale delle persone costituisca il pretesto per offese e aggressioni”. Dello stesso tenore anche l’intervento di Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri: “L’Ue rinnova il suo appello a tutti i governi del mondo per il rispetto dei diritti umani, per respingere l’intolleranza e promuovere la parità di genere. E rende omaggio a tutti coloro che si battono quotidianamente su questo fronte”.

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