Renzi promette: “Via Equitalia e giù le tasse”. Ma tutto sembra dipendere dal referendum di ottobre

Nell’ultimo consueto appuntamento con la rubrica #Matteorisponde, il Presidente del Consiglio Renzi ha risposto alle domande degli italiani toccando diversi temi.  L’annuncio che ha fatto più scalpore, nel giorno in cui Bruxelles concede all’Italia nuove misure di flessibilità, è stato quello riguardante Equitalia. Rispondendo al commento di un utente, il premier ha infatti detto: “Stiamo riorganizzando le Agenzie: tutto il sistema del rapporto tra il cittadino e il pubblico amministratore. Al 2018 Equitalia non ci arriva. La riorganizzazione di questo sistema prevederà un modello del tutto diverso, più a disposizione del cittadino e non vessatorio contro il cittadino. Nei prossimi mesi con i decreti attuativi della P.A.(di cui Linea Diretta Europa ha parlato ieri con l’articolo consultabile all’indirizzo http://lineadirettaeuropa.eu/2016/05/18/via-libera-al- decreto-sulla- trasparenza-gli- italiani-potranno- accedere-quasi- sempre-ai- dati-governativi/) ci saranno novità che aiuteranno i cittadini ad avere più fiducia nella pubblica amministrazione”. 

Il passaggio successivo è proprio sulla riduzione delle tasse, che a detta di Renzi il governo sta pianificando per il prossimo anno: “Dobbiamo dare una mano al ceto medio e alle famiglie. Stiamo decidendo come, se attraverso le aliquote Irpef o un sistema fiscale diverso. Andra nella Legge di stabilità 2017”.

Promesse che restano però inevitabilmente legate al risultato del referendum costituzionale di ottobre: in caso di vittoria dei no, come ha detto più volte, Renzi è disposto a dimettersi dal ruolo di Primo ministro.

I sostenitori del “No” sembrano aumentare di giorno in giorno: dopo la Lega Nord e gli altri partiti di destra, anche il movimento fondato da Civati, “Possibile”, e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) si dichiarano contrari alle riforme costituzionali. Posizioni che al momento non preoccupano Renzi ma che danno il senso di quanto l’appuntamento alle urne di ottobre possa essere fondamentale per il futuro dell’Italia: “Se perdo è ovvio che vado a casa. Questo dimostra” ha detto il premier “che contano più le idee che una poltrona. Noi siamo seri e diversi da loro: non saremo mai aggrappati a una poltrona”.  

Linea Diretta Europa