Trent’anni senza Altiero Spinelli. Ricordarlo è un dovere per tutta l’Europa

Trent’anni senza Altiero Spinelli. Ricordarlo è un dovere per tutta l’Europa

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Si spegneva il 23 maggio 1986 in una clinica di Roma Altiero Spinelli, politico e scrittore considerato universalmente come padre fondatore dell’Europa moderna. In un mondo in cui troppo spesso gli interessi economici vengono anteposti ai valori della collaborazione internazionale il ricordo di Spinelli, a trent’anni di distanza, è ancora vivo. E’ la stessa storia della sua vita ad aver insegnato ad italiani ed europei che combattere per le proprie idee non è mai sbagliato.

A causa delle sue posizioni antifasciste Spinelli fu arrestato nel 1927, rimanendo prigioniero fino al 1943, anno in cui cadde il regime di Mussolini.

Proprio nel 1941, in uno dei lunghi periodi di confino sull’isola di Ventotene, Spinelli scrisse insieme a Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi il documento che sta alla base dei principi dell’Unione Europea. Il “Manifesto di Ventotene”, la cui stesura clandestina è avvolta ancora oggi dalla leggenda, rappresentava per i suoi firmatari l’unico modo per superare le difficoltà che avevano portato l’Europa nel baratro della Seconda Guerra Mondiale. Evitare altre catastrofi simili era possibile solo creando un’organizzazione continentale fondata sul federalismo, che avrebbe rilanciato l’Europa nel panorama internazionale. Per realizzare questo sogno, Spinelli diede vita a un movimento trasversale che puntava a coinvolgere intellettuali e politici: al suo progetto, che divenne realtà solo dopo tanti anni di battaglie, aderirono personalità di spicco come Luigi Einaudi, Albert Camus e George Orwell.

Dal 1970 al 1976 Spinelli fu membro della Commissione Europea, e nel 1979 divenne deputato europeo nel primo Parlamento eletto a suffragio universale. Ancora oggi un’ala del Parlamento di Bruxelles porta il suo nome.

Il trentesimo anniversario della sua morte diventa quindi uno spunto di riflessione, e molte sono le iniziative nate in Italia per ricordarlo. In venti atenei italiani, da Torino alla Calabria, la mattina del 23 maggio è stata organizzata una lettura in contemporanea degli scritti di Spinelli: in particolare all’Università “La Sapienza” di Roma, dove il politico studiò giurisprudenza, erano presenti il Rettore Eugenio Gaudio e l’ex premier Giuliano Amato, attualmente giudice costituzionale. Al termine delle letture in tutte le università è stata proiettata una videointervista dell’eurodeputato Guy Verhofstadt, che ha parlato dell’importanza del messaggio di Spinelli per l’Europa di oggi.

Nello scorso fine settimana l’isola di Ventotene ha ospitato invece una serie di iniziative culturali e dibattiti dal titolo “’La via da percorrere non è né facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà, l’Unione europea trent’anni dopo Altiero Spinelli”.

L’iniziativa più particolare si è svolta però la scorsa settimana a Roma, dove, nel ricordo di Spinelli, è andato in scena un vero e proprio “Processo all’Europa” organizzato dal Consiglio Italiano del Movimento Europeo. Gli studenti di alcuni licei laziali hanno formulato delle accuse alle istituzioni europee sui temi dell’immigrazione e del terrorismo. A difendere l’Europa sono stati chiamati invece alcuni ex europarlamentari. La giuria popolare presieduta da un giudice ha infine condannato all’unanimità Consiglio Europeo e Commissione Ue, assolvendo invece il Parlamento Europeo.

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