Eurogruppo, svolta per la Grecia: nuovi prestiti da 10 miliardi e ok all’alleggerimento del debito

Undici ore di intense trattative, poi la tanto attesa fumata bianca. L’Eurogruppo sulla Grecia, che ha visto coinvolti i ministri delle Finanze di tutti i Paesi membri, si è concluso a notte fonda con un risultato tanto positivo quanto insperato.

La Grecia riesce a trovare l’accordo per sbloccare altri 10,3 miliardi di aiuti. Bruxelles verserà nelle casse elleniche 7,5 miliardi nel mese di giugno e la parte restante (2,8 miliardi) dopo l’estate. Denaro che servirà a Tsipras per far fronte alle prossime scadenze obbligazionarie, e che quindi tornerà quasi interamente nelle casse dell’Ue.

Atene conquista però un’altra vittoria forse ancora più importante: l’alleggerimento del debito pubblico (oggi pari al 180% del PIL) a partire dal 2018. Non verranno fatti tagli al debito, ma saranno introdotte misure che stabiliscono un tetto massimo sugli interessi, pari al 15% del Prodotto Interno Lordo nei primi anni e al 20% negli anni successivi, quando si presume che l’economia greca sarà quasi totalmente guarita.

Il risultato è frutto delle nuove misure di austerità approvate dal governo greco, che non più tardi di domenica scorsa varava una serie di aumenti delle tasse su beni alimentari, birra, sigarette e carburanti, eliminando inoltre gli sconti sull’Iva per le tantissime isole elleniche. Provvedimenti visti con favore da Bruxelles ma che allo stesso tempo hanno suscitato il malcontento dei cittadini, afflitti da una serie di problemi tra cui quello della disoccupazione che viaggia ancora intorno al 25%: mentre in Parlamento avvenivano le votazioni oltre 11mila persone si sono radunate in Piazza Syntagma per dire no agli aumenti.

L’accordo raggiunto nella notte rappresenta un compromesso difficile ma che (come mai era successo prima nell’arco della crisi greca) riesce a non scontentare nessuno: il governo Tsipras e il Fondo Monetario Internazionale avevano come obiettivo principale proprio quello di alleggerire il debito, mentre la Germania, inizialmente contraria, si è lasciata convincere a patto di far partire gli “sconti” dal 2018 in poi. L’obiettivo della Merkel era infatti quello di non concedere vantaggi all’estrema destra antieuropea tedesca, che in vista delle elezioni, in programma per il 2017, avrebbe potuto guadagnare terreno proprio sfruttando le debolezze del governo in campo continentale. Posticipando il tutto però, il problema è superato.

La soddisfazione generale per i risultati dell’Eurogruppo emerge anche dalle parole dei protagonisti: “La fiducia reciproca dopo l’approvazione delle nuove misure da parte del governo ellenico ci ha consentito di aprire una nuova fase”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbleom, mentre secondo il ministro delle Finanze greco Euclide Tsakalotos   “si tratta di una svolta che ci consente di uscire dal circolo vizioso recessione-tagli-recessione e di aprire di nuovo l’era degli investimenti esteri nel paese”.

La Grecia, dopo sei anni di buio pesto, torna a vedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Ma la strada da percorrere, pur non essendo più in salita, è ancora molto lunga.

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