Marò, la Corte Suprema indiana su Girone: “Tornerà in Italia nei prossimi giorni”

Il fuciliere di Marina Salvatore Girone potrà tornare in Italia nei prossimi giorni, in attesa che il Tribunale dell’Aja decida, presumibilmente entro il 2018, dove e quando si terrà il processo a carico dei due marò. E’ questa la decisione presa dalla Corte Suprema indiana, che in questo modo rende esecutiva la sentenza dell’arbitrato internazionale risalente allo scorso 29 aprile, in cui si disponeva che il marò, attualmente in libertà provvisoria, avrebbe dovuto fare ritorno in patria entro tre mesi.

Girone raggiunge così l’altro suo collega e compagno di sventure, Massimiliano Latorre, che a causa dei suoi problemi di salute ha chiesto ed ottenuto di restare in Italia almeno fino al 30 settembre 2016.

La decisione apre una nuova fase del dialogo tra India e Italia: dopo anni di gelo e di contenziosi riguardanti le modalità di detenzione dei due militari, Roma e Dehli trovano un compromesso: l’Italia infatti si impegna a depositare una garanzia scritta in cui si sancisce il rientro in India di Girone entro un mese dall’eventuale decisione del Tribunale dell’Aja a favore dell’India. L’arbitrato dovrà infatti decidere a quale dei due Paesi sarà affidata la giurisdizione sul caso.

Ad ipotizzare la data del rientro di Salvatore Girone è lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi, che dopo aver contattato il militare della Marina scrive su Twitter: “Confermiamo la nostra amicizia per l’India, il suo popolo, il suo governo. E diamo il benvenuto al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno”.

Dello stesso avviso anche l’avvocato Diljeet Titus, capo del team legale indiano, che ha rilasciato all’Ansa queste dichiarazioni: “Girone potrebbe partire già nei prossimi giorni, da domani avvieremo le pratiche per il rimpatrio”.

Soddisfazione anche per la Farnesina, con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ribadisce “l’impegno del Governo, sempre a lavoro per affermare le ragioni dei due fucilieri”.

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