Intervista a Bruno Donzelli: le sue opere raccontano un secolo d’arte

Intervista a Bruno Donzelli: le sue opere raccontano un secolo d’arte

Condividi
Reading Time: 3 minutes

Rivisitare l’arte del novecento esplorandone gli angoli più nascosti e riproponendoli su tela: è questo l’obiettivo del lungo viaggio di Bruno Donzelli. Dal futurismo alla Pop Art, da Picasso a Giorgio Morandi, c’è di tutto nelle opere del maestro campano, che a Linea Diretta Europa ha raccontato un pezzo della sua storia.

A primo impatto alcuni dei suoi quadri fanno pensare alle opere di Warhol e Lichtenstein: qual è il rapporto tra la sua arte, la pop-art e le altre avanguardie del ventesimo secolo, ad esempio il futurismo? Il mio è un lavoro sull’arte del secolo passato, secolo saturo di avvenimenti artistici che si sono succeduti a ritmo frenetico, dall’astrattismo al futurismo. Tutto era stato già visto, rivisto e messo in discussione: il mio lavoro si pone come una sorta di rilettura della storia dell’arte del secolo scorso attraverso un percorso che mi piace definire “museo immaginario dell’arte”. Per quanto riguarda la Pop art, ha influenzato molto me e gli artisti della mia generazione per un motivo in particolare: nel 1964 alla Biennale di Venezia fu assegnato, tra molte polemiche, il Gran Premio a Robert Rauschenberg e noi giovani artisti di quel periodo subimmo moltissimo il fascino di questa nuova corrente. 

 Già a vent’anni allestiva la sua prima mostra personale alla Galleria del Fiorino di Firenze: Immaginava già allora di poter diventare un artista conosciuto in Italia e nel mondo? No, assolutamente. Erano anni completamente diversi, non esisteva quel mercato che oggi è predominante nel mondo dell’arte. Era un mondo che possiamo definire più “sincero”, in cui l’artista giovane operava con grande trasporto e passione. Nel periodo della grande ripresa economica per me che ero giovanissimo tutto sembrava possibile. Era diverso l’approccio con il mondo dell’arte perché c’erano diversi importanti premi per la pittura: è proprio così, grazie all’apprezzamento delle commissioni giudicatrici, sono riuscito a farmi conoscere in Italia  .

 Crede che l’arte oltre a quella estetica possa svolgere anche una funzione sociale? L’arte può assolvere senza dubbio a una funzione sociale e in certi periodi storici lo ha fatto, ad esempio nel secondo dopoguerra con il Neorealismo italiano o con la stessa Pop Art qualche anno dopo.

Qual è il ciclo pittorico che preferisce o che rappresenta maggiormente la sua vita? Credo che il periodo artistico più importante per me sia stato quello della seconda metà degli anni ’70, quando ho trovato l’indirizzo che poi mi ha accompagnato negli ultimi trent’anni, cioè questa serie di rivisitazioni ironiche e iconiche sul fare arte. I miei lavori più importanti risalgono infatti proprio a quel periodo. La serie di dipinti a cui sono più legato è forse quella che ho denominato “Ormare”, una serie di tasselli, di diari in cui si possono rintracciare le orme dei grandi padri delle avanguardie storiche, tra tutti Picasso e Mirò.

Come sono cambiati i gusti artistici e la critica nell’arco degli ultimi decenni? Oggi, considerato anche l’avvento di internet, siamo più o meno competenti rispetto a prima? Il pubblico oggi è molto preparato, ma internet nel mondo dell’arte ha segnato una rovina, soprattutto per quanto concerne il collezionismo. Il collezionista oggi si lascia influenzare troppo da internet, ma la collezione va fatta con i pittori che si amano e che si conoscono attraverso le mostre: seguire le mode è la cosa peggiore. Detto ciò, oggi c’è grande interesse intorno all’arte, cosa che tempo fa non succedeva: pittori come Depero e Sironi, tra i più grandi artisti del secolo passato, non avevano mercato e vivevano in povertà. Oggi invece anche un artista giovane può avere la possibilità di inserirsi bene nel mercato.

Definirebbe le sue opere dei “collage iconici”? Nei miei dipinti sono presenti diversi richiami alle icone e ai simboli del passato. Quindi si, credo che possa rientrare tra le cose che su di me hanno detto i critici.

 [metaslider id=4417]

Linea Diretta Europa