Terrorismo, black bloc e hooligans: così la Francia sprofonda nel caos

Non c’è pace per la Francia, che dopo l’allarme climatico e l’alluvione della Senna è costretta ad affrontare una serie di emergenze difficili da risolvere nel giro di pochi giorni.

Nonostante l’enorme dispiegamento delle forze di polizia, quella del 14 giugno è stata la giornata più complicata, con una serie di avvenimenti che hanno creato il caos a Parigi e nel nord della nazione.

Le minacce legate a terrorismo, hooligans e proteste sociali si sono palesate sfociando in una violenza che ha superato ogni previsione.

Il primo episodio risale alla notte tra lunedì è martedì, quando Larossi Abballa, jihadista venticinquenne legato all’Isis e già schedato dalle autorità antiterrorismo francesi, ha ucciso a Magnanville, vicino Parigi, il vicecomandante della polizia Jean Baptiste Salvint e sua moglie Jessica. Il giovane terrorista ha raggiunto le vittime per strada e dopo aver accoltellato l’uomo ha preso in ostaggio la donna e il figlio della coppia, di soli tre anni, rifugiandosi nella propria abitazione: davanti agli occhi del piccolo, Abballa ha sgozzato la donna, postando anche le foto del cadavere sulle proprie pagine social, che avevano già ospitato appelli ad uccidere “gli infedeli” compiendo il volere di Allah e dello Stato Islamico. La polizia ha poi fatto irruzione nell’abitazione del terrorista, uccidendolo e portando in salvo il piccolo Mathieu.

Un evento tanto grave quanto imprevedibile, preludio a quanto sarebbe successo nel pomeriggio di martedì tra Lille e la capitale. Nella città del Nord della Francia i tifosi russi, giunti in Francia in occasione di Euro 2016, hanno attaccato i sostenitori inglesi e gallesi, che domani vedranno le loro nazionali affrontarsi nella vicina Lens. Gli scontri rappresentano lo strascico di quanto avvenuto sabato scorso a Marsiglia, quando inglesi e russi sono stati protagonisti di una rissa selvaggia che ha provocato molti feriti. Le forze dell’ordine francesi hanno arrestato una decina di ultras per rispedirli in patria, ma si ritiene che tra i tifosi russi ci siano oltre cento persone altamente addestrate per sfuggire ai controlli e rendersi protagonisti di episodi violenti negli stadi: la nazionale russa, grazie ai suoi “sostenitori”, rischia di essere esclusa anzitempo dalla competizione.

Continuano intanto le proteste dei lavoratori francesi, che ieri hanno manifestato a Parigi contro la riforma del lavoro voluta dal presidente francese Hollande e dal Primo ministro Manuel Valls. Il corteo pacifico, organizzato dal sindacato Cgt, ha visto la partecipazione di un milione di persone secondo fonti sindacali, mentre per la Procura i presenti sarebbero stati non più di 80000. Manifestazione comunque rovinata da un nutrito gruppo di teppisti e black bloc (circa 700) che ha messo a ferro e fuoco la rive gauche parigina giungendo allo scontro con le forze dell’ordine, incendiando auto, deturpando l’arredo urbano e provocando 40 feriti (29 poliziotti e 11 manifestanti). Nonostante i 42 fermi, la tensione tra lavoratori e governo non si placa, ma viene acuita dai continui scioperi e dalle dichiarazioni di Valls, che ha chiesto alla Cgt di non organizzare più manifestazioni nella capitale, affermando inoltre che l’articolo 2 e gli altri punti del provvedimento oggetto di protesta “non possono essere modificati e saranno quindi adottati”.

Il periodo nero della Francia, iniziato con l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo nel gennaio 2015 e proseguito con gli atti terroristici al Teatro Bataclan, allo stadio Saint Denis e in altri punti della città, non sembra purtroppo destinato a terminare presto.   

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