Brexit, i dettagli sul voto e le tappe del cammino britannico in Europa

Una giornata storica che segnerà il destino dell’Unione Europea: dalle 7,00 alle 22,00 di oggi 23 giugno i cittadini britannici si recano alle urne per decidere se restare nell’Unione o abbandonarla. Gli elettori dovranno rispondere ad un quesito semplice che, come ha sottolineato il direttore del TGLA7 Enrico Mentana demarcando le differenze con i capziosi referendum italiani, è espresso in termini molto chiari.

Si potrà scegliere l’opzione “Leave”, esprimendo la preferenza per una Gran Bretagna indipendente dalle istituzioni europee, o “Remain”, per continuare a restare nell’orbita dell’Ue: evitato il ricorso alla scelta tra sì e no, che può generare confusione (proprio come succede nei nostri referendum) soprattutto tra i meno informati.

Potranno votare tutti i maggiorenni inglesi, irlandesi e dei Paesi del Commonwealth residenti nel Regno Unito, nonché i britannici residenti all’estero. Incertezza assoluta sui risultati della consultazione: fino a circa dieci giorni fa il “Leave” era dato in vantaggio di pochi punti, poi, dopo la tragica morte di Jo Cox, gli europeisti avevano guadagnato terreno effettuando il sorpasso “virtuale” ai danni degli euroscettici. Negli ultimi sondaggi la differenza è minima e l’impressione è che a spostare l’ago della bilancia dall’una o dall’altra parte sarà la percentuale di astensionismo: se questa sarà alta infatti, è più probabile che prevalgano i voti per il “Leave” mentre in caso di forte affluenza alle urne si prevede una possibile vittoria del “Remain”.

Lo spoglio inizierà appena dopo le 22,00 (23,00 in Italia) ma il vecchio continente rimarrà col fiato sospeso per tutta la notte: i risultati dei 382 centri per il voto saranno convogliati e raccolti in 12 punti di riferimento regionali, fino all’annuncio ufficiale del responsabile dello spoglio che avverrà nella prima mattinata di domani al municipio di Manchester.

Dopo aver parlato nelle scorse settimane con il premier britannico David Cameron, il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker è intervenuto ieri nel corso di una conferenza stampa, chiudendo ad ogni ipotesi di rinegoziazione dei trattati in caso di uscita dello Uk dall’Unione: “Chi è fuori è fuori: Cameron ha avuto il massimo che poteva ricevere e noi abbiamo dato il massimo che potevamo dare”. Il riferimento è alle concessioni sull’immigrazione e su alcuni aspetti di natura finanziaria oggetto dell’accordo di febbraio con il primo Ministro britannico.

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