Chiusa la “passerella” di Christo: numeri da record ma per gli esperti “non è arte”

Dopo 16 giorni inizierà ad essere smembrata da oggi la passerella dell’artista bulgaro Christo intitolata “The Floating Piers”: l’opera, composta da un sistema di pontili fluttuanti che collegano il Lago d’Iseo al Monte Isola, offre ai visitatori la sensazione di una vera e propria passeggiata sulle acque, ancora più realistica se, come suggerisce l’esponente della Land art Christo, “si sceglie di camminare a piedi nudi”.

Un chiaro, ironico e sicuramente voluto riferimento alla Bibbia, che potrebbe essere stato una delle chiavi che ha permesso lo straordinario successo dell’opera, almeno in termini di accessi: dal 18 giugno al 3 luglio la passerella, per la quale non sono state organizzate né la cerimonia di inaugurazione né quella di chiusura, ha accolto un milione e mezzo di visitatori, circa 100mila al giorno, superando ogni più ottimistica previsione.

“The Floating Piers”, costata allo stesso artista 15 milioni di euro, ha beneficiato proprio della sua caratteristica di provvisorietà. Migliaia di persone si sono accalcate fino alle 22 di ieri sera nella zona, consapevoli che non avrebbero avuto un’altra occasione per vedere quest’opera, non eccezionale per bellezza e originalità ma capace di suscitare il massimo della curiosità. La passerella ha creato un enorme indotto economico, calcolabile solo nei prossimi giorni: oltre alle spese dell’artista (prontamente recuperate) tutto il territorio ha visto crescere gli introiti legati al commercio e al turismo, che nel prossimo futuro, grazie a questa iniziativa, potranno ricevere nuova linfa.

Christo deve gran parte del suo successo alla sua astuzia e ad una forma di comunicazione senza dubbio vincente. Oltre al tratto della transitorietà dell’opera e al riferimento biblico di cui si è parlato, l’artista ha infatti invitato più volte le persone a non visitare “The Floating Piers”: “Se non avete pazienza, non venite” ha detto Christo, ottenendo esattamente l’effetto contrario.

Se la passerella è piaciuta alla gente comune, meno lusinghieri sono stati i commenti di esperti e critici d’arte, che non hanno perso occasione nei giorni scorsi per mostrare le proprie perplessità su un’opera che, oggettivamente, antepone la concretezza della camminata all’aspetto artistico, rappresentato esclusivamente dal paesaggio circostante.

Il più famoso e seguito critico d’arte italiano, Vittorio Sgarbi, all’indomani dell’apertura definiva l’opera “una passerella verso il nulla”, aggiungendo che “se non serve a connettere   il lago con almeno una ventina di itinerari artistici della terraferma è solo un’operazione capitalistica, figlia della cultura americana fatta di McDonald’s e patatine, un meteorite fine a se stesso”.

Ancora più duro Philippe Daverio, secondo il quale “The Floating Piers” è “un’alternativa alle sagre di paese, quelle con la tenda e l’attrazione della donna cannone. È un fenomeno da fiera dei miracoli, non è arte. Se mettesse anche due stand all’ingresso con il tiro ad aria compressa sarebbe l’ideale». Daverio esprime poi anche un giudizio sull’artista: “Inizialmente le sue erano delle vere provocazioni, poi si è chiuso su se stesso ed è diventato ripetitivo, non ha saputo innovarsi, evolvere. È come se Pablo Picasso avesse dipinto per tutta la vita Les demoiselles d’Avignon.”

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