Tecnologia: nasce in India “Freedom 251”, lo smartphone da 3 euro

Tecnologia: nasce in India “Freedom 251”, lo smartphone da 3 euro

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Se fino a qualche anno fa lo smartphone era un oggetto per pochi eletti, oggi, con la segmentazione del mercato e la nascita di tante aziende con target diversi, è semplice scegliere tra le centinaia di modelli quello più adatto al proprio stile di vita: c’è chi è disposto ad aspettare ore per aggiudicarsi il nuovo prodotto top di gamma della Apple e chi invece con poche decine di euro acquista uno smartphone dalle caratteristiche tecniche più modeste, ma comunque affidabile.
Fatto sta che una tecnologia simile, impossibile da immaginare solo dieci anni fa, è diventata accessibile in molti Paesi del mondo alla maggior parte delle persone. Lo dimostra il fatto che in India in questi giorni è stato immesso sul mercato uno smartphone dal costo di 251 rupie, equivalenti a soli tre euro: prodotto dall’azienda Ringing Bells, ha il significativo nome “Freedom 251” e si prepara a cambiare per sempre la storia della telefonia mobile. Le caratteristiche ovviamente sono di base ma a questo modello non manca davvero nulla: sistema operativo Android, display da quattro pollici, corpo in plastica, fotocamera posteriore da 3 megapixel, un giga di RAM e memoria interna espandibile da 8 GB.
Il “Freedom 251” nasce con una finalità “sociale”, nell’ambito del programma governativo indiano riguardante lo sviluppo tecnologico: una sorta di “alfabetizzazione digitale” per i 750 milioni di indiani (gli abitanti totali sono 1,3 miliardi) che ancora non possiedono uno smartphone. Un po’ quello che succedeva in Italia negli anni 60’, quando il maestro Alberto Manzi, utilizzando il nuovo strumento televisivo, insegnava l’italiano al popolo semianalfabeta nel programma “Non è mai troppo tardi”.
Come hanno dichiarato i vertici dell’azienda, la spesa per la produzione del telefonino supera il suo costo al dettaglio, aggirandosi intorno ai 20 dollari. Il margine di guadagno per la Ringing Bells è però assicurato dal denaro che le aziende pagano per far installare preventivamente applicazioni che risultano già disponibili nel prodotto al momento dell’acquisto e da un cospicuo contributo governativo (si parla di circa 7 miliardi di dollari) che lo Stato verserà all’azienda al termine dell’operazione.
In Italia prezzi simili ancora non si trovano, ma oltre ai prodotti di punta di Apple e Samsung, il cui costo supera i 750 euro, ci sono tutta una serie di smartphone entry level perfetti per chi non pretende performance eccezionali o per quei pochi che ancora resistono al fascino della tecnologia. Leader in questo settore di mercato è certamente l’azienda cinese Huawei, che ha fatto del suo punto di forza il fatto di produrre numerosi modelli, adatti ai clienti più diversi. La casa ha già comunicato l’uscita imminente dei nuovi modelli base Y3 II e Y5 II, mentre per ora in commercio si trovano i prodotti Y3 e Y5 di prima generazione, con un costo variabile dai 60 agli 80 euro. Leggermente più alto il costo del Samsung Galaxy J1, intorno ai 115 euro, mentre l’iPhone SE, lanciato da Apple pochi mesi fa in netta contrapposizione con la filosofia dell’azienda di Cupertino, che aveva quasi sempre puntato solo sui modelli di punta, costa intorno ai 400 euro.

freedom 251

L’azienda Ringing Bells, con la collaborazione del governo indiano, immette sul mercato uno smartphone accessibile a tutti, dal costo di soli tre euro. Quali sono i modelli entry level in commercio in Italia? Esiste una cifra giusta da spendere?
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