Unioni civili, entro metà agosto le prime celebrazioni in Italia

Il Consiglio di Stato esprime parere favorevole sul decreto “ponte” relativo alle unioni civili e dà il via libera alle prime nozze gay italiane, che potranno essere celebrate e registrate già nelle prossime settimane. L’unico tassello mancante ora è il decreto attuativo che il Ministero dell’Interno guidato da Angelino Alfano dovrà emanare per stabilire le modalità di celebrazione delle unioni. Ottimisti il presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato Franco Frattini e la senatrice Pd Monica Cirinnà, i quali ritengono che con tutta probabilità entro ferragosto potranno essere registrate le prime unioni civili.

Il decreto interviene anche su un’altra questione fondamentale, vietando di fatto la cosiddetta obiezione di coscienza da parte dei sindaci, dopo che alcuni dei primi cittadini italiani, in particolare leghisti, avevano dichiarato di non avere intenzione di celebrare le unioni. L’ostacolo viene aggirato dal testo stesso del decreto, nel quale non si parla di sindaco ma di ufficiale di stato civile, categoria che comprende un numero rilevante di persone in ogni Comune. E’ lo stesso Frattini a spiegare meglio questo punto:

“C’è un diritto assoluto dei partner alla trascrizione nei registri che il decreto tutela con la formula ufficiale di stato civile e questo evita che si possa non dar corso all’attuazione. Non solo i sindaci possono trascrivere le unioni, ma possono delegare altre figure che rivestono altra qualifica. In questo modo si evita il rischio che si paralizzi l’attuazione della normativa”.

I Comuni di tutta Italia dovranno entro poche settimane attivare numeri verdi e sportelli per gestire le richieste, tenendo presente che, come sancito nel decreto, andrà data precedenza alle coppie in cui uno o entrambi i membri versino in precario stato di salute. In tal modo, in caso di morte di uno dei partner, l’altro vedrebbe riconosciuti tutti i diritti civili sanciti dalla legge.

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