Operazione trasparenza, la Rai rende pubblici gli stipendi dei dirigenti

E’ il giorno del cambiamento in casa Rai. La radiotelevisione pubblica italiana applica per la prima volta la legge Brunetta e rende consultabili, a partire da oggi pomeriggio, tramite il proprio sito appalti, bilanci e soprattutto gli stipendi dei dirigenti le cui retribuzioni (lorde) superano i 200mila euro annui.

Non solo una mossa necessaria, in linea con le richieste italiane ed europee di rendere gradualmente sempre più “trasparenti” le amministrazioni pubbliche, ma anche un gesto dovuto nei confronti dei cittadini, che contribuiscono in maniera sostanziosa (da luglio tramite il canone in bolletta elettrica) alle retribuzioni talvolta faraoniche dei vertici di Viale Mazzini.

La Rai è la seconda tv di stato europea a mettere in atto un piano del genere, ribattezzato Operazione “casa di vetro” durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi ieri a Roma: in precedenza solo la BBC aveva reso pubblici stipendi e investimenti dell’azienda.

L’amministratore delegato di Rai, Antonio Campo Dall’Orto, non si mostra preoccupato dalle eventuali critiche in arrivo, e sostiene, citando l’analisi svolta dall’importante società Korn Ferry, che “le posizioni apicali in Rai recepiscono in media il 15% in meno rispetto alle società analoghe”. Lo stesso ad motiva poi la decisione di non pubblicare gli stipendi degli artisti sotto contratto con la Rai, perché in tal modo si andrebbe a modificare il meccanismo concorrenziale vigente tra tv pubblica e tv private.

Secondo le prime fondate indiscrezioni pubblicate sui quotidiani italiani il più pagato in Viale Mazzini però è proprio Dall’Orto, con una retribuzione di 652.000 euro all’anno. Lo segue a grande distanza Antonio Marano, ex capo dei palinsesti ed ora al vertice di Rai Pubblicità, con i suoi 390.000 euro annui. Solo terza la Presidente Rai, Monica Maggioni, che sommando le retribuzioni da Presidente e da consigliere raggiunge i 330.000 euro, “solo” 10.000 in più rispetto al direttore editoriale dell’informazione Carlo Verdelli.

In linea tra loro gli stipendi dei direttori dei telegiornali delle tre reti: Mario Orfei (TG1) percepisce 320.000 euro annui, quarantamila in più rispetto a Marcello Masi (TG2) e Bianca Berlinguer (TG3).

Nella lista ci sono anche alcune sorprese: l’assenza del giovane direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, il cui compenso non raggiunge i 200.000 euro, e la presenza invece di alcuni “epurati” d’eccellenza, senza lavoro ma con guadagni alti, tra cui spiccano l’ex conduttrice del TG2 Carmen Lasorella (205.000 euro) e l’ex direttore di Rai 1 Mauro Mazza, il cui compenso raggiunge i 340.000 euro.

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