Dallo stress test l’ ennesimo “penultimatum” per migliorare la posizione italiana

Dallo stress test l’ ennesimo “penultimatum” per migliorare la posizione italiana

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Pare che, come riportato da IlSole24Ore, gli stress test diano per 4 delle 5 prime banche italiane esiti positivi e, in un caso dei 4, addirittura lusinghieri. I risultati che verranno pubblicati venerdì sera interesseranno ben 53 banche del vecchio continente e rappresenteranno un punto di svolta (in negativo o in positivo) nel futuro immediato. Unicredit, Ubi e Banco Popolare saranno con tutta probabilità al di sopra dei limiti minimi, mentre un discorso diverso va fatto per Intesa SanPaolo, capace, sotto la guida di Carlo Messina, di allontanarsi dalla “zona salvezza” rappresentata dai limiti previsti negli stress test del 2014 e di risalire questa speciale classifica fino ai gradini più alti, dove si trovano gli istituti bancari più saldi e influenti d’Europa.

Il malato cronico in Italia si chiama MPS, ma se questo è un fatto ormai tristemente risaputo quello che scuote di più a livello mondiale è sapere che non se la passa meglio il colosso teutonico Deutsche Bank. Il gruppo bancario di Francoforte, che aveva già fallito gli stress test USA a causa delle sue esposizioni in derivati e delle molte pendenze aperte in giro per il mondo, ha chiuso il 2015 con una perdita di quasi 7 miliardi ed è oggi, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, la banca che contribuisce maggiormente ai rischi sistemici. In pratica, considerando anche la sua importanza strategica, si tratta della preoccupazione più grande per la finanza mondiale.

Il punto, al netto dei dettagli tecnico-finanziari, è puramente politico e riguarda lo scontro ideale e teorico tra Germania ed Italia. Se la Germania è quella che permette l’ipotetica elasticità di bilancio a livello UE, ma allo stesso tempo deve fare i conti con la gestione “allegra” e in perfetto “italian style” delle proprie banche locali, l’Italia invece versa in guai ben più seri, con la rogna da 3 miliardi di euro chiamata MPS e un peccato originale relativo all’enorme debito pubblico.

Ma se c’è un momento adatto per giocarsi le carte giuste, per l’Italia quel momento sembra essere arrivato, anche in considerazione del fatto che questa volta al risultato dei test non seguirà un giudizio vero e proprio, al fine di non influenzare i mercati.

Siamo di fronte all’ennesimo ”penultimatum” nei confronti dell’Italia: bisogna sfruttare la situazione di congiuntura astrale, nella quale coincidono una serie di spiacevoli circostanze sociali, politiche ed economiche (Brexit, immigrazione, lotta al terrorismo, situazione del sistema bancario tedesco) che paradossalmente potrebbero apportare benefici alla trattabilità delle condizioni di cui gode il nostro debito. Se invece non si riuscirà a sfruttare queste condizioni, allora sarà realmente difficile pensare di rialzarsi.

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