Riforma PA, il posto fisso è a rischio. E non mancano problemi con i “concorsoni”

In un futuro molto prossimo anche le certezze lavorative degli impiegati pubblici potrebbero sparire per sempre. Lo riporta il Corriere della Sera , anticipando il contenuto del nuovo Testo Unico sul pubblico impiego, documento preparato dal governo per rendere efficaci i cambiamenti previsti nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione.

I vantaggi di lavorare per lo Stato potrebbero di fatto essere cancellati con l’approvazione del Testo Unico, che andrebbe ad equiparare lavoro pubblico e privato concedendo agli impiegati statali le stesse (poche) garanzie assicurate dal normale mondo del lavoro.

Chi lavora nella Pubblica Amministrazione potrà infatti dire addio al tanto agognato e faticosamente raggiunto posto fisso, che in pratica non esisterà più. Annualmente le amministrazioni dovranno obbligatoriamente ( in caso di inadempienza vengono disposti lo stop delle assunzioni e sanzioni per i dirigenti) comunicare al Ministero a cui fanno capo le “eccedenze di personale”: i lavoratori in surplus potranno essere spostati in un altro ufficio nel raggio di 50 km o essere messi in mobilità, ricevendo l’80% dello stipendio. In questo secondo caso però dovranno essere reintegrati nel giro di due anni, o finiranno per essere licenziati.

Come previsto, a breve anche i famosi scatti di anzianità saranno solo un bel ricordo. Le retribuzioni non aumenteranno più automaticamente ma solo ed esclusivamente previa valutazione positiva dei dirigenti, che periodicamente comunicheranno agli organi centrali i nominativi degli impiegati più meritevoli, non più del 20% rispetto al totale dei dipendenti.

La riforma Madia, i cui effetti inizieranno a farsi sentire probabilmente dopo il referendum di ottobre, introdurrà inoltre una serie di provvedimenti disciplinari e controlli più rigorosi, dalla visita fiscale fissa per chi resta a casa il venerdì alla riduzione dei buoni pasto.

I problemi però non riguardano solo chi lavora nella PA, ma anche chi ci vorrebbe entrare. Luglio è il mese dei concorsi per eccellenza, e molti sono i casi che hanno fatto discutere in queste settimane. Il concorsone sulle assunzioni nella scuola pubblica ha rischiato di fermarsi a causa dello scarso numero di commissari, che in molti casi hanno preferito rinunciare all’incarico per via dei compensi bassi. A Palermo, poi, gli stessi commissari hanno smarrito i codici relativi agli aspiranti insegnanti di sostegno, creando il caos: i partecipanti sono stati richiamati in sede per riconoscere quale fosse il proprio elaborato, ma molti di loro si sono rifiutati di farlo, generando ancora più confusione.

Polemiche anche sul concorso bandito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: le prove preselettive si stanno svolgendo in questi giorni, ma tra i quiz da risolvere per entrare nel dicastero guidato da Franceschini ce ne sono alcuni sul patrimonio culturale italiano di estrema difficoltà anche per i massimi esperti del settore. Probabilmente eccessivi anche i requisiti richiesti per l’accesso: oltre alla laurea magistrale, per partecipare sono necessari un master necessariamente biennale oppure una lunga sfilza di attività lavorative (ad esempio la collaborazione a restauri) legate al Ministero.

12/06/2014 Bari, Concorso pubblico per l'assunzione di 200 funzionari presso la Regione Puglia. L'organizzazione del concorso è stata affidata a Formez PA.

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