MIGRANTI, L’OIM ANNUNCIA: “4027 I MORTI IN MARE FINO A LUGLIO: E’ IL 26% IN PIU’ RISPETTO AL 2015”

Non provocano più lo stesso scalpore dell’estate scorsa o di quella ancora precedente, ma i migranti che cercano di arrivare in Europa continuano a morire. Anzi, le vittime sono sempre di più.

Con l’avanzare della stagione estiva il fenomeno è in continuo aumento, e nulla sembra poter fermare questo inarrestabile flusso: solo nell’ultima giornata di luglio la Guardia Costiera italiana ha soccorso 1100 profughi, che viaggiavano su quattro gommoni e due piccole barche al largo del Canale di Sicilia. Ma il dato più allarmante è quello diramato dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), secondo cui i migranti deceduti nei primi sette mesi del 2016 sono 4027, ben il 26% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Un triste record, che anno dopo anno viene aggiornato, rendendo le acque che separano l’Africa dai paesi europei dei veri e propri cimiteri.

La quasi totalità delle vittime, 3120, è stata registrata nel Mediterraneo, mentre gli altri 900 circa hanno perso la vita o nel tentativo di raggiungere la Libia via mare per poi poter partire oppure, molto più spesso, per mano dei trafficanti senza scrupoli o delle stesse forze dell’ordine nazionali (decine e decine di siriani sono stati uccisi dalle guardie di frontiera turche mentre tentavano di attraversare internamente il Paese e raggiungere la Grecia).

La tratta più percorsa, e quindi anche la più mortale, è quella che dalle coste del Nord Africa porta in Italia. E’ di fatto rimasta quasi l’unica percorribile e in questo pezzetto di mare hanno trovato la morte 2692 migranti, circa l’85% rispetto al totale (3120). A bordo dei barconi diretti verso la Grecia e la Spagna hanno perso la vita invece, rispettivamente, 383 e 45 persone dall’inizio di gennaio ad oggi. Numeri destinati purtroppo a salire soprattutto nei prossimi due mesi, ma che già adesso delineano una situazione tragica che riguarda non solo le vittime, ma anche un numero di arrivi non più gestibile dall’Italia, rimasta ormai quasi la sola nazione ad offrire soccorso ai profughi. Secondo i dati ufficiali del ministero dell’Interno sulle coste italiane fino a luglio 2016 sono sbarcate 93540 persone, un numero pressoché uguale a quello degli arrivi totali del 2015.

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