Fertility Day, quando una comunicazione scriteriata distrugge un fine nobile

Il ministero della Salute lancia il primo Fertility Day, in programma per il prossimo 22 settembre, e riesce in un solo colpo a scontentare tutti, suscitando in poche ore una marea di polemiche che rimbalzano tra i social network e le prime pagine dei quotidiani online. Eppure l’iniziativa, proposta dal ministro Beatrice Lorenzin qualche mese fa , era nata con il fine (nobile per la verità) di richiamare, come si legge sul sito ufficiale, “l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione”, nonché sul pericolo di alta denatalità nel nostro Paese. L’Italia è infatti la nazione europea con il più basso tasso di natalità (1,3 figli per donna) e in cui si diventa mamme in media ad un’età di 32 anni. Più che l’obiettivo finale del Fertility Day quindi, ciò che ha creato scalpore e ha fatto arrabbiare gli italiani è stato lo scarso senso dalla realtà dimostrato dal ministero, che ha affrontato il problema senza indagarne le cause economiche, sociali e culturali realizzando (o facendo realizzare da terzi) una campagna di comunicazione a dir poco scellerata e fuori luogo.

Molti degli slogan sono apparsi infatti inappropriati, così come le foto annesse: tra i più criticati quelli che recitano “la fertilità è un bene comune”, “Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi” e soprattutto l’immagine in cui a fianco della scritta “La bellezza non ha età, la fertilità sì” appare una giovane donna con in mano una clessidra, simbolo del tempo che inesorabilmente scorre, impedendo alle coppie di poter avere figli. La campagna del ministero sembra incitare a procreare senza preoccuparsi delle circostanze e considerando come unico parametro di riferimento quello dell’età. Per programmare un evento tanto importante ci vorrebbero invece diverse garanzie per i cittadini, ad esempio un maggior numero di asili nido a cui poter affidare i neonati e soprattutto la certezza di un lavoro stabile e ben remunerato, quasi un lusso per chi oggi ha un’età tra i 23 e i 30 anni.
Vedendo queste cartoline, molti utenti di internet sono insorti, criticando l’iniziativa del ministero che è invece stata appoggiata dalla quasi totalità delle associazioni di medici e andrologi, che hanno posto l’accento sull’infertilità in forte aumento tra le giovani coppie italiane e sull’importanza della prevenzione, soprattutto tra gli uomini. Tra i più arrabbiati lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, che in aperta polemica con il ministro Lorenzin ha twittato queste parole: “Il Fertility Day è un insulto a tutti: a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. E il 22 mi rovinerà il compleanno”.
Tra le tante critiche anche quelle di chi ha visto nei messaggi del ministero una rievocazione della propaganda del ventennio fascista, quando la fertilità era considerata un dovere e l’infertilità una colpa.
In seguito all’accaduto sia le cartoline sia altri contenuti (in particolare un gioco in cui, interpretando uno spermatozoo, si deve arrivare all’ovulo evitando pericoli come boccali di birra, pillole o sigarette) sono stati rimossi dalla pagina web ufficiale del Fertility Day, che al momento ospita solo la descrizione dell’evento e approfondimenti sulle principali patologie che causano infertilità. Sono nate al contempo tantissime “cartoline” parallele realizzate da ACT!, una rete di lavoratori e studenti che si occupa sul web di politica e attualità. Tra quelle che fanno più riflettere una in particolare, che riprendendo l’immagine della donna con la clessidra recita: “Un figlio è a tempo indeterminato, il mio lavoro no”.
Il ministero della Salute reagisce alle polemiche con una nota ufficiale, in cui denuncia “una lettura dell’evento che non corrisponde allo spirito con il quale la giornata è stata istituita”, ammettendo tra le righe, pur senza confessare il peccato, che la campagna di sensibilizzazione non ha centrato il tema: “Il Fertility Day è la Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla fertilità indetta con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2016, su proposta del Ministero della Salute” si legge nella nota. “Scopo della Giornata è informare correttamente la popolazione sui temi della fertilità e sui fattori che possono metterla a rischio. Il Ministero si prefigge esclusivamente di fornire alla popolazione informazioni e strumenti utili a preservare la fertilità che può essere inficiata da stili di vita non sani, comportamenti dannosi sul piano sanitario, malattie sessualmente trasmesse, ferma restando la libertà di ciascuno di gestirla secondo le proprie scelte di vita”.