Charlie Hebdo: criticare una vignetta offensiva è un diritto, ma da Charlie Hebdo arriverà altra disgustosa oscenità. Prepariamoci.

La “satira” eccessiva di Charlie Hebdo (rivista in abbonamento che guadagna su queste vignette) si accanisce sull’Italia, con una vignetta decisamente di cattivo gusto pubblicata sull’ultimo numero del settimanale.
Il disegno, dal titolo “Sisma all’italiana”, rappresenta le 292 vittime del terremoto come il macabro condimento di una lasagna, mentre i vari strati di pasta sono costituiti dalle macerie degli edifici di Amatrice, Pescara del Tronto e Accumoli.

Una trovata decisamente fuori luogo, un colpo basso proprio a quei vicini di casa, gli italiani, che erano stati tra i primi a mostrare solidarietà alla redazione del giornale satirico francese all’indomani dell’attentato subito nel gennaio 2015, quando sui social network impazzava l’hashtag #jesuischarlie.
Ma quanti di noi prima di quel giorno conoscevano l’esistenza e il lavoro di quella rivista? Che ci piaccia o no, che faccia ridere o meno, che la si trovi rivoltante o no, bisogna riflettere sul fatto che quella vignetta, seppur disgustosa, scontata e prevedibile, è, come ha scritto il direttore del Tg La7 Enrico Mentana sul suo profilo Facebook, perfettamente in linea con la filosofia editoriale di Charlie Hebdo. Quindi di cosa ci meravigliamo?
Lo dimostra il fatto che poche ore dopo, in seguito alla marea di polemiche arrivate riguardo all’immagine offensiva e irrispettosa, la rivista invece di mitigare i toni pubblicava su Facebook un’altra vignetta con la scritta: “Italiani, non è stato Charlie Hebdo a costruire le vostre case, ma la mafia”.
Lungi dal voler giustificare una vignetta che ironizza (anche male) su una tragedia immane, bisogna prendere atto che abbiamo il diritto di criticare quell’immagine in ogni modo, di non comprare la rivista, ma forse è inutile stupirci: la “satira” si nutre di questo, agisce sul sottile confine tra ironia, cattivo gusto ed offesa, e nel caso di Charlie Hebdo sempre lo travalica.
D’altronde non potevamo aspettarci rispetto da chi meno di due mesi fa non lo ha avuto nemmeno con i suoi stessi compatrioti: all’indomani dell’attentato di Nizza, che il 14 luglio scorso provocò 86 vittime sulla Promenade des anglais, Charlie Hebdo decise infatti di pubblicare una vignetta in cui un fuoco d’artificio spargeva sangue su tutti i presenti.
Detto questo, e pagato dazio a quanti in ogni caso ammettono qualunque “satira”, va detto che questa non è satira, ma rappresenta il momento di passaggio tra i due brocardi: “castigat ridendo mores” e “pecunia non olet”.
Ebbene, da queste parti non ride nessuno.