Migranti, sono i minori le vere vittime: 28 milioni di bambini scappano dalle guerre

Si parla tanto di immigrazione, ma raramente si ricorda che i primi a pagare per le conseguenze negative di questo fenomeno, senza averne alcuna colpa, sono i bambini che nascono nei Paesi afflitti da guerre e povertà. A far luce su questo aspetto è l’ultimo rapporto Unicef, dal titolo “Uprooted: the growing crisis for migrant and refugee children”, che arriva a pochi giorni dal decisivo vertice sul tema dei migranti che si svolgerà nella sede Onu di New York il 19 settembre.

I numeri forniti dall’organizzazione umanitaria fanno riflettere. Secondo Unicef infatti  sono 50 milioni i bambini in viaggio alla ricerca di una speranza, circa la metà sul totale dei migranti: 28 milioni di minori scappano dai propri paesi a causa delle guerre in atto, mentre i restanti 22 milioni cercano di evitare povertà e fame, sperando di trovare altrove una vita migliore. Si tratta, come si legge nel rapporto, “del più grande movimento di minori dalla seconda guerra mondiale in poi”.

L’aspetto ancora più drammatico è rappresentato dai circa 100 mila bambini che nel 2015 hanno attraversato le rotte migratorie da soli, chiedendo asilo in 78 diverse nazioni. Per rendersi conto della gravità del fenomeno basta pensare che nell’anno precedente, il 2014, erano stati circa 35000. I minori non accompagnati hanno più possibilità di essere accolti nei Paesi desiderati, ma allo stesso tempo rappresentano senza dubbio la categoria più a rischio, non potendo beneficiare neanche della protezione dei genitori: possono essere soggetti a continui abusi e non avendo documenti risulta difficile risalire ai motivi di una loro eventuale scomparsa. I milioni di piccoli rifugiati hanno inoltre molti problemi, una volta raggiunta la propria destinazione, ad entrare nel circuito della scuola per ricevere un’istruzione adeguata.

Il report indaga inoltre sui Paesi che accolgono il maggior numero di profughi: è la Turchia ad ospitare il maggior numero di migranti, ma se si considera la percentuale in relazione alla popolazione nativa il primato passa al Libano, Paese in cui i rifugiati rappresentano il 20% degli abitanti.

Una delle situazioni più gravi è quella della Siria, dove la guerra affligge la popolazione ormai da sei anni: in un altro rapporto, risalente al marzo scorso, sempre l’Unicef informava che circa 3,7 milioni di bimbi siriani (uno su tre) sono nati dopo l’inizio del conflitto e non sanno cosa sia la pace, mentre sempre più frequente è l’arruolamento nelle fila delle diverse fazioni di minori sotto i 15 anni, talvolta costretti a maneggiare armi o ad agire addirittura come cecchini. Dall’inizio della guerra, nel 2011, fino all’anno scorso, i civili morti a causa del conflitto sono stati circa 240000: un numero enorme, destinato purtroppo ancora ad aumentare.