Addio a Carlo Azeglio Ciampi, Presidente simbolo di sobrietà e dedizione

Addio a Carlo Azeglio Ciampi, Presidente simbolo di sobrietà e dedizione

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Il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è spento questa mattina all’età di 95 anni nella clinica Pio XI di Roma, dove era stato ricoverato alcuni giorni fa in seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute. La camera ardente sarà allestita domani presso il Senato.

Livornese di nascita e di spirito, Ciampi è stato uno dei personaggi più influenti nel panorama italiano del novecento e dei primi anni 2000: prima l’esperienza da partigiano, poi l’assunzione in Banca d’Italia, di cui, dopo una lunga carriera, diventerà governatore dal 1979 al 1993. Tante le cariche ricoperte, ma di lui si ricorderà soprattutto la saggezza, l’umiltà e quel tono premuroso e affettuoso, da padre di famiglia di tutti gli italiani: venne scelto nel 1993 come presidente del Consiglio alla guida di un governo tecnico, appena dopo Tangentopoli, per restituire credibilità e moralità all’Italia. Era la prima volta che un governo veniva formato da un non parlamentare. Poi l’esperienza da Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica durante i governi Prodi e D’Alema e infine nel maggio del 1999 l’elezione come decimo Presidente della Repubblica, alla prima votazione e con un consenso molto ampio. Durante il settennato di presidenza, terminato nel 2006, Ciampi ebbe sempre la fiducia degli italiani (gli indici di gradimento furono sempre alti, come forse era accaduto in precedenza solo con Sandro Pertini)e traghettò l’Italia durante il difficile periodo del passaggio dalla lira all’euro. Del suo mandato si ricordano in particolare l’impegno a difesa della bandiera italiana e dei valori patriottici presenti nell’Inno di Mameli. “Il Tricolore” affermava Ciampi “è il simbolo moderno di un popolo antico. Ricco di cultura, di tradizioni, di arte e di nobiltà d’animo, ma anche sofferente per secoli per la mancanza di una insegna che lo unisse, che rappresentasse la volontà di un destino comune. Esponiamo il Tricolore nelle nostre case. Custodiamolo con cura. Regaliamolo ai nostri figli”.