Nel suo tour europeo, un incontro speciale con Alvaro Soler, il cantante...

Nel suo tour europeo, un incontro speciale con Alvaro Soler, il cantante del momento: il racconto dal diario di una fan

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…tutto è iniziato quando io e mia sorella decidemmo di andare al “Coca Cola Summer Festival”, tenutosi a Roma, in piazza del Popolo, dal 18 al 21 Giugno.
Alvaro Soler, già conosciuto sin dall’anno scorso per la hit dell’estate “El mismo Sol”, quest’anno ha bissato il successo con “Sofia”, canzone che ha vinto il premio come motivo più ascoltato in radio durante la puntata d’esordio del Festival.
“Sofia” non è l’unico pezzo estivo di Alvaro, che ha duettato anche con Emma Marrone in “Libre”, il cui video ufficiale è uscito da pochi giorni su Youtube.
Dopo quel Festival, in cui Alvaro ci fece saltare, ballare, cantare, emozionare, ho atteso con trepidazione il suo firmacopie, tenutosi alla libreria Feltrinelli di Napoli. In quell’occasione avrei potuto finalmente conoscerlo di persona.

Arrivai lì con mia sorella alle 8 del mattino, ma c’era già gente in fila: probabilmente erano lì sin dall’alba.
Con il suo cd in mano e il pass, ci precipitammo per prendere i primi posti così da poter entrare subito: dovevamo aspettare le 15.00, ma il tempo passò in fretta. Faceva molto caldo, era il 17 Luglio e il giorno dopo mi attendeva un esame universitario: ma per Alvaro questo ed altro.
Finalmente arriva, la folla urla, si agita. Tutti con i telefonini puntati verso l’alto a scattare foto, a chiamarlo a squarciagola.
E così d’un tratto mi ritrovo occhi negli occhi con Alvaro, ALVARO SOLER, cantante internazionale, famoso e soprattutto bello!
Non potevo non notare quel ciuffo e quegli occhioni enormi.
Mi avvicino e tremo, lo saluto, mi chiede:
“Ciao, come stai?”
“Bene, bene, fin troppo emozionata”.

Decido subito di mostrargli la fascetta che avevo con me al Coca Cola Summer Festival, con le sue fotografie e il suo nome, e ovviamente gli faccio vedere la foto che avevo come sfondo sul cellulare, che segnava la distanza tra me e lui: io in prima fila con  quella fascetta e lui sul palco di piazza del Popolo. Non potrò mai dimenticare la sua faccia stupita e il suo : “Ah si, ricordo! Eri in prima fila, ti vedevo sempre saltare!”.

Ed ecco che parte proprio in quel momento, un altro dei miei saltelli di felicità. Mentre lascia un suo autografo su quella fascetta che da Roma era giunta fino a Napoli, gli lascio un ciondolo con un aeroplano come pensierino e gli dico : “Questo è un piccolo regalo , proprio come nella tua canzone intitolata Volar , tu mi fai volar adesso”.  Lui ride, e alla sua manager dice : “Oggi mi sembra Natale, sto ricevendo un sacco di regali. Grazie!”.
Lì mi sono fatta un’idea su chi fosse Alvaro: un ragazzo semplice, con una grande umiltà, sorridente, disponibile…un ragazzo che nonostante il successo non si è montato la testa. Devo ringraziare mia sorella per aver ripreso quel momento così perfetto, perché sono stati i 30 secondi più belli della mia vita. Prima di andarmene, mi faccio lasciare un altro autografo sulla cover del telefono e poi finalmente la foto ricordo! Non sapevo di preciso come sarebbe uscita, in che condizioni ero, ma so che avrei ricordato quel suo abbraccio caloroso per sempre!
E così come tutte le favole finiscono, anche la mia sembrava finire in quell’istante quando lo salutai. Eppure tornate a casa, ci rendemmo conto che non ne avevamo abbastanza. Mia sorella, maggiormente informata su questi eventi, sapeva che a distanza di poche ore, Alvaro si sarebbe spostato presso il Vulcano Buono di Nola. Così, come due pazze, facciamo benzina, impostiamo il navigatore, mi metto al volante e ripartiamo.
Una corsa in autostrada, una corsa per tutto il centro commerciale e poi d’un tratto, eccoci di nuovo qui, sotto il palco e a pennello la manager che annuncia : “Ed ecco a voi Alvaro Soler!”
Non riuscivo a crederci, un’opportunità un’unica. Ovviamente la fila era immensa. Erano solo le 19 di sera, quando fatte le 21.30 ero nuovamente lì, con lui.
Mi avvicino stavolta con un draghetto verde, simbolo della bellissima città di Cracovia in Polonia, che mesi prima aveva visitato. Così gli chiedo : “Ti ricordi di questi pupazzi ? Li vendono ovunque!”. Mi risponde: “Non tanto, perché i miei occhi avevano molto da guardare, però grazie!”.
Solo dopo qualche secondo gli confesso che qualche ora prima ci eravamo visti a Napoli. E lui:
“Davvero?? Ma sei pazza? Perché di nuovo qui?”
Allora non potevo fare altro che rispondergli: “Perché questa è stata una grande opportunità, e tu sei unico!”. Mi guarda negli occhi e sorride, poi mi chiede : “Vuoi che ti autografo il cd?” “No grazie, preferisco che lasci un tuo ricordo sopra questa foto”. L’avevo stampata velocemente in bianco e nero in un centro scommesse per poi volare da lui. Ed è proprio lì che mi chiede il mio nome e scrive : Per Asia, Alvaro Soler.
(dal diario di Asia Karvat)

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