Germania, pesante sconfitta per la Merkel nelle elezioni regionali a Berlino: gli scenari possibili

Le elezioni regionali a Berlino segnano un’altra battuta d’arresto per la cancelliera Angela Merkel, che dopo il risultato negativo ottenuto due settimane fa nel land del Meclemburgo-Pomerania bissa l’insuccesso e perde il ruolo di primo partito anche nella regione della capitale.

La tendenza emersa nel voto di ieri appare chiara: anche in Germania, come è già successo in molti Paesi europei, i grandi partiti perdono consensi a favore dei movimenti populisti anti-migranti.

Il Cdu, partito cristiano-democratico della cancelliera, ha perso infatti il 5,7% rispetto alle ultime elezioni regionali del 2011 e con un misero 17,6% di consensi diventa il secondo partito nella regione. Perdono terreno anche i socialdemocratici di Spd, fino a ieri alleati della Merkel nel governo della regione, che rimangono comunque, con il 21,5%, il partito più votato. Buoni risultati per la sinistra radicale di Linke (15,7%), per i Verdi (15,2%) e soprattutto per la destra populista di Afd, che raggiunge circa il 14% dei consensi.

Affluenza altissima nel Land di Berlino, dove si sono recati alle urne circa 2,5 milioni di persone, circa il 67% degli aventi diritto. In questo panorama di voto variegato e complesso, l’unica certezza è che l’alleanza Spd-Cdu non potrà essere riconfermata alla guida della capitale: la coalizione infatti non potrà più contare sulla maggioranza assoluta dei seggi. A questo punto l’unica via percorribile è quella di un’alleanza a tre, e l’ipotesi più probabile (ma non scontata) è quella di un asse che guardando a sinistra comprenda, oltre al primo partito, ossia i socialdemocratici guidati dal governatore Muller, la sinistra di Linke e i Verdi.

Un duro colpo per il Cdu e per la Merkel, che verrebbe così esclusa dal governo della regione della capitale alla vigilia delle tre elezioni regionali della prossima primavera e soprattutto a solo un anno dalle elezioni politiche del settembre 2017.

La sconfitta della cancelliera è imputabile alla gestione della questione profughi (molti hanno scelto di votare Afd ritenendo che la chiusura delle frontiere sia l’unica soluzione), al malfunzionamento delle amministrazioni pubbliche nel Land e ad altri problemi come quelli relativi al sistema scolastico e ai trasporti. Il borgomastro Muller (Spd) prende atto del cattivo risultato ma si gode la riconferma, mentre il ministro degli Interni regionale del Cdu Frank Henkel confessa: “Non è un buon giorno oggi per i grandi partiti, ma non mi dimetto”. A gioire è soprattutto l’Afd, guidata da Frauke Petry, che a soli tre anni dalla sua fondazione entra nel decimo parlamento regionale (sui 16 totali) e aspetta con ottimismo le elezioni politiche. Elezioni che quasi certamente vedranno per la quarta volta in campo la cancelliera Angela Merkel, al momento l’unica candidata possibile del partito cristiano-democratico.