Tradizione, innovazione e competenza: la ricetta del commissario europeo Hogan per rilanciare...

Tradizione, innovazione e competenza: la ricetta del commissario europeo Hogan per rilanciare l’agricoltura al Sud

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Come creare una sinergia tra lo sviluppo del settore agricolo nel Sud Italia e le politiche europee sul tema? Se ne è parlato questa mattina nella “Sala della gloria dei Borbone” della Reggia di Caserta, nell’ambito del convegno “Innovazione, agricoltura di qualità e prodotti tipici. La sfida del Mezzogiorno nel quadro delle politiche europee”. L’iniziativa, promossa e organizzata dall’eurodeputato del Pd Nicola Caputo, ha visto la partecipazione del commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, che ha trascorso alcuni giorni in Campania per visitare le principali aziende agricole della provincia di Caserta e rendersi conto dal vivo delle infinite potenzialità che le regioni del Sud hanno dal punto di vista agroalimentare. Una vera miniera d’oro, con prodotti tipici come mozzarella, pomodoro, agrumi, olio d’oliva e vino che tutto il mondo ci invidia. All’evento hanno assistito circa 700 persone: presenti dirigenti delle principali associazioni e organizzazioni che si occupano di agricoltura, come Gennaro Masiello (vicepresidente nazionale Coldiretti), Pier Maria Saccani (direttore Consorzio tutela Mozzarella di Bufala campana Dop) e Alessandro Mastrocinque ( vicepresidente nazionale CIA); esponenti politici delle varie regioni del Sud Italia, come il governatore della Calabria Mario Oliverio, gli assessori regionali all’agricoltura Luca Braia (Basilicata), Vittorino Facciolla (Molise) e Dino Pepe (Abruzzo) e il sindaco della città di Caserta Carlo Marino, che si è detto onorato di poter ospitare in una cornice simile un evento così importante.

Il promotore del convegno, membro della Commissione Agri a Bruxelles ed europarlamentare del Pd Nicola Caputo introduce l’intervento del commissario Ue con una attenta riflessione sulla direzione da seguire per rendere il settore agricolo il volano dell’economia campana e del Sud in generale: “Permettetemi di operare una doverosa precisazione sul titolo del convegno” afferma. “E’ elegante usare la parola sfida, ma lo abbiamo fatto con la consapevolezza che questa parola nasconde innanzitutto il mai risolto binomio problema-soluzione. Oggi però siamo pronti ad accettare questa sfida per confrontarci sulle esigenze reali e le risorse possibili, per percorrere soluzioni adeguate, sostenibili, condivise e soprattutto rapide. Sono certo che in questo cambio di passo il commissario Hogan ci offrirà il suo aiuto”.

Anche Hogan sembra convinto che questa “sfida”, seppur difficile, verrà vinta dal Mezzogiorno grazie al sostegno delle Istituzioni europee. Nel suo intervento, infatti, non lesina complimenti verso una terra che lo ha stupito positivamente, e affronta una serie di problematiche che interessano il comparto agricolo non solo del Sud Italia ma di tutta Europa: “Uno dei grandi piaceri del mio lavoro come commissario è quello di visitare le regioni del Mediterraneo, scoprendo l’incredibile storia della produzione alimentare di queste zone. In questa regione in particolare già migliaia di anni fa è stato compreso il significato del concetto di qualità: il vostro olio di oliva, il vostro vino, le vostre carni, i vostri formaggi, la frutta e la verdura sono unici e non è un caso se questa zona è considerata una delle grandi mete alimentari del mondo. Il mio obiettivo è mettere gli agricoltori e le imprese di questa terra in condizione di esprimere il loro massimo potenziale al più presto possibile, e vi assicuro che la Commissione europea sarà per voi un partner ambizioso e valido in quest’ottica”. Hogan passa poi a snocciolare i numeri del comparto: “I nostri dati più recenti” dice “confermano che l’agricoltura impiega 22 milioni di persone nell’UE. Il settore agroalimentare può  però dare un contributo ancora maggiore all’occupazione e alla crescita economica dell’Unione, come ha detto anche il presidente Juncker. Ma per fare sì che questo accada è necessario capire che la chiave è la qualità delle produzioni e dei prodotti stessi. Quelli italiani e meridionali ad esempio godono di un’ottima reputazione, e dobbiamo basarci su questo elemento per ottenere risultati ancora più positivi: l’Italia è il primo Paese per numero di prodotti Dop, con 603 vini, 37 bevande alcoliche e 284 prodotti alimentari a marchio registrato. A tal proposito colgo volentieri l’occasione per fare riferimento a prodotti come la mozzarella o il Provolone della regione Campania: alimenti che hanno una storia da raccontare fatta di tradizione e competenze uniche. La Commissione nei prossimi quattro anni triplicherà i fondi per la promozione agro-alimentare da 60 milioni di € a 200, e nel 2016 sono state condotte azioni per intensificare e creare nuove relazioni commerciali con Paesi terzi come il Messico, la Colombia, il Giappone e la Cina.

Ma bisogna rendere chiaro che i prodotti di qualità non possono essere separati da metodi di produzione di qualità, che tengano conto anche della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente. Tradizione e innovazione possono andare di pari passo, ma non bisogna mai perdere di vista l’importanza della qualità. La Commissione europea, attraverso la PAC, è pronta ad aiutarvi a realizzare queste importanti ambizioni”.

hogan