Migranti, da New York il secondo attacco di Renzi a Bruxelles

Da Bratislava a New York la musica non cambia. Matteo Renzi, il grande (auto) escluso di venerdì scorso, quando dopo il vertice Ue nella capitale slovacca avrebbe dovuto partecipare alla conferenza stampa con Hollande e la Merkel, torna ad attaccare duramente le scelte di Bruxelles. E lo fa da New York, dove in questi giorni si sta svolgendo un importante summit dell’Onu sul tema rifugiati e migranti.

Il premier italiano ha mal digerito le non decisioni del vertice europeo, durante il quale a suo avviso di tutto si è parlato tranne della gestione della crisi migranti, di cui da anni si fanno carico poche nazioni dell’Europa del Sud.  Tensione acuita dalle dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel, che dopo la sconfitta alle regionali di Berlino ha promesso ai suoi elettori un minor numero di migranti in Germania nei prossimi anni, ribadendo al contempo che Paesi come Italia e Grecia “non possono essere lasciati soli”.

Dopo gli ultimi sviluppi, Renzi ha deciso quindi di contrattaccare, provando a mettere spalle al muro le istituzioni europee direttamente dalla sede del vertice Onu: “Se l’Europa continua così” ha detto, “noi dovremo organizzarci in modo autonomo sull’immigrazione. Questo è l’unico elemento di novità dopo Bratislava, dove si sono fatte tante parole ma non siamo stati in grado di dire cose chiare sul tema africano. Ecco perché non l’abbiamo presa benissimo. Juncker dice tante cose belle, ma non vediamo i fatti. E’ un’occasione persa per l’Europa più che un problema per l’Italia”.

Il primo ministro italiano ha poi continuato: “O si interviene in Africa con gli investimenti, la cooperazione internazionale e la messa in sicurezza delle strutture per fermare il flusso a monte oppure è evidente che l’Europa non è in grado di gestire il fenomeno. Ma” sottolinea polemicamente Renzi “a Bratislava di Africa non c’era traccia. E’ evidente che l’Italia deve salvare tutti i migranti che può salvare, ma è altrettanto evidente che non può raccoglierli tutti. La Germania ha avuto un flusso straordinario lo scorso anno, da noi i numeri sono più o meno gli stessi: ma il problema non sono i numeri, il problema è la strategia da adottare nei prossimi anni”.

Il presidente del Consiglio replica poi alle pungenti affermazioni del governatore della Bundesbank Jens Weidmann, che in un’intervista rilasciata a La Stampa si è opposto alle richieste di flessibilità del governo italiano: “L’Italia rispetta le regole europee, la Germania invece ha un surplus commerciale eccessivo, il che rappresenta una preoccupazione per la stabilità dell’Eurozona. Tanti auguri a Weidmann” commenta ironico Renzi “che ha il compito ingrato di risolvere il problema di centinaia di miliardi di titoli derivanti dalle banche tedesche”.

La strategia dell’Europa sui migranti latita, quella di Renzi per il futuro è invece molto chiara: mostrare i muscoli all’Europa su un tema particolarmente delicato, nel tentativo di essere tenuto maggiormente in considerazione (non solo formalmente) dai vertici Ue, o in alternativa di provocare una reazione che costringa Bruxelles a prendere in fretta decisioni troppe volte rimandate.