Il Consiglio d’Europa dice no all’utero in affitto

Si torna a parlare di “utero in affitto” dopo l’importante decisione presa  dalla Commissione Salute del Consiglio d’Europa. “L’utero in affitto dovrebbe essere proibito perché è una violazione della dignità umana, comporta il rischio di ridurre i bambini a una merce e può portare allo sfruttamento delle madri surrogate” recita il rapporto approvato dal Consiglio d’Europa, il primo sull’argomento, in cui oltre a bocciare in maniera netta questa pratica si chiede di fissare nel prossimo futuro dei principi per assicurare ai bambini nati tramite maternità surrogata una serie di diritti fondamentali.

Il documento, passato in Commissione con 17 voti favorevoli, 14 contrari e due astensioni, è stato approvato solo dopo aver subito forti modifiche rispetto alla bozza iniziale proposta dalla relatrice Petra de Sutter, parlamentare belga e primario del dipartimento di medicina riproduttiva all’ospedale di Gent, dove ha trattato diversi casi di “utero in affitto”.  Modifiche che si notano già dal titolo del rapporto: doveva chiamarsi «Diritti umani e questioni etiche legate alla maternità surrogata», ora andrà in assemblea plenaria (dove dovrà essere esaminato tra qualche settimana) con il titolo «I diritti dei bambini nati da madri surrogate». Altre parti, ritenute fondamentali dalla relatrice, sono state eliminate, in particolare quella che suggeriva di “condannare chiaramente tutte le forme di maternità surrogata commerciale senza prendere però posizione su altre maternità surrogate come quelle altruistiche”: l’intenzione della de Sutter era quella di proibire la maternità surrogata commerciale e permettere invece, nonostante forti restrizioni, quella per fini altruistici, che secondo i dati riguarda circa il 2% dei 20000 bambini che ogni anno nascono tramite la pratica definita “utero in affitto”. Distinzione che è caduta per l’opposizione di molti membri della Commissione, tra cui le italiane Elena Centemero (Forza Italia), Eleonora Cimbro (Pd) e Maria Teresa Bertuzzi (Pd), che in una nota congiunta esprimono “grande soddisfazione per la bocciatura da parte del Consiglio d’Europa, riunito oggi a Parigi, della proposta di normativa sulla maternità surrogata presentata da Petra de Sutter. Tutte insieme” affermano “abbiamo profuso un impegno e un lavoro che sono stati determinanti. Grazie ai nostri interventi, infatti, è venuta meno la distinzione, complessa e capziosa, tra la gestazione per dono e per profitto. Una differenziazione che appare tanto più infondata se si considera che anche nella gestazione gratuita le madri surrogate ricevono del denaro come ‘ragionevole rimborso’ per le spese sostenute e i rischi a cui si espongono. La monetizzazione della maternità è inaccettabile sempre, ed è questo il principio che abbiamo ribadito”.