Intelligenza Artificiale: Microsoft, Google e IBM lavoreranno insieme per un futuro sostenibile

L’Intelligenza Artificiale è un settore della tecnologia in cui si stanno facendo passi da gigante. Probabilmente nel giro di qualche decennio il nostro mondo sarà completamente cambiato da macchine che saranno in grado non solo di rispondere alle nostre domande (come in parte già succede oggi) ma anche di assistere le persone in campo sanitario, insegnare, automatizzare alcuni processi e compiere azioni tipicamente umane come controllare i veicoli: un orizzonte suggestivo, ma allo stesso tempo pericoloso, perché per gestire e assimilare una rivoluzione del genere ci sarà bisogno di regole, etica e consapevolezza.

Con questo obiettivo nasce “The partnership on Artificial Intelligence to benefit people and society”, un’associazione a cui partecipano con il medesimo fine cinque tra le più grandi aziende del mondo in campo tecnologico: Google (con la sua controllata DeepMind), Microsoft, Amazon, IBM e Facebook.

L’organizzazione, che secondo l’autorevole quotidiano britannico “The Guardian” inizierà a collaborare nei prossimi mesi, non sarà (per stessa ammissione dei partecipanti) una lobby ma un tavolo di lavoro tramite cui le principali aziende del settore si confronteranno alla pari scambiandosi conoscenze e competenze. Opererà quindi non solo dal punto di vista tecnico, migliorando i servizi relativi all’Intelligenza Artificiale, ma anche e soprattutto dal punto di vista umano, puntando sull’autoregolamentazione, la consapevolezza, l’etica e la trasparenza in modo da preparare la popolazione ad un uso corretto della tecnologia che rispetti la privacy degli utenti e permetta di conoscere sviluppi e conseguenze di questo settore ancora inesplorato.

Il gruppo prevederà 10 membri a livello dirigenziale: cinque saranno rappresentanti delle aziende (c’è anche un’italiana, la ricercatrice IBM Francesca Rossi) e cinque provenienti dal mondo accademico e dalle associazioni no-profit. “The partnership on Artificial Intelligence to benefit people and society” sarà co-presieduto dal capo di Microsoft Research Eric Horvitz e da uno dei fondatori di DeepMind Mustafa Suleyman, che così si è espresso circa le finalità del gruppo: “Il motivo per cui tutti ci stiamo concentrando sull’Intelligenza Artificiale è dato dal fatto che tutti noi crediamo fortemente nella sua capacità di trasformare il nostro mondo. L’impatto positivo dell’Intelligenza Artificiale” continua Suleyman “dipenderà non solo dalla qualità dei nostri algoritmi, ma anche dalla qualità e quantità della discussione pubblica”.

Stupisce il fatto che un’azienda come Apple non faccia parte della join venture: il colosso di Cupertino, pur appoggiando il progetto, non ha ancora deciso infatti se partecipare o meno. Certo è che il suo contributo sarebbe importante, dato che Apple ha già fatto molto soprattutto in settori come il controllo vocale, l’assistenza personale e il riconoscimento delle immagini. Possibile che Apple scelga di percorrere la strada verso il futuro in solitudine, puntando sulle proprie risorse e preoccupandosi meno di gestire il processo di crescita della società.

Un progetto che se dovesse davvero rispettare gli obiettivi prefissati si rivelerebbe fondamentale per l’umanità e permetterebbe di scongiurare il pericolo che l’intelligenza artificiale possa superare quella umana, innescando conseguenze imprevedibili e, con tutta probabilità, negative.

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