Moscovici: “Sì alla flessibilità per l’Italia, sostegno a Renzi contro i populismi”

Il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici apre alle ipotesi di flessibilità per i Paesi dell’Ue che, a causa di emergenze come l’arrivo massiccio di migranti, attacchi terroristici e catastrofi naturali come i terremoti, abbiano affrontato spese inizialmente non previste. Due di questi tre problemi riguardano (purtroppo) l’Italia, che potrebbe quindi usufruire di particolari “vantaggi”: tradotto, Roma potrebbe avere il permesso di sforare di qualche decimale (fino allo 0,4%) il limite del 2,0% di deficit previsto nelle tabelle della Nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza che il governo italiano presenterà a Bruxelles intorno al 17 ottobre. “Si tratta però” dice Moscovici intervenendo a Washington a margine dei lavori del Fondo Monetario Internazionale “di flessibilità precise, limitate e che andranno chiaramente spiegate”: è comunque una buona notizia rispetto alle recenti parole del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, che non più tardi di due settimane fa aveva bacchettato l’Italia esortando Renzi a non chiedere ulteriori misure di flessibilità.

Abbiamo detto chiaramente cosa è la flessibilità nel gennaio 2015” continua Moscovici. “Dobbiamo incoraggiare i paesi che creano molti investimenti, lo abbiamo fatto con l’Italia. Aiutare i paesi che portano avanti riforme strutturali affinché possano avere più tempo, lo abbiamo fatto con l’Italia. Assistere i Paesi che subiscono attacchi terroristici come il Belgio. In generale un Paese deve rispettare i criteri e ridurre il debito, e questo è il principale problema di Italia e Belgio”.

Dopo il sì alle riforme strutturali, di fatto leggibile come un sostegno per la campagna referendaria del premier, il commissario francese elogia il governo Renzi, considerando l’operato del presidente del Consiglio l’unica arma di difesa contro le minacce rappresentate dai partiti euroscettici italiani e dimostrando, ancora una volta, quanto dalle parti di Bruxelles vengano temuti questi movimenti: “Ho fiducia che l’Italia, come sempre, se la caverà e risolverà i suoi problemi con il nostro aiuto. Nel Paese” dice durante un’intervista rilasciata a Bloomberg “esiste una minaccia populista, è per questo che sosteniamo gli sforzi di Renzi affinché l’Italia sia un partner forte all’interno dell’Ue”.

I problemi a cui si riferisce Moscovici riguardano non solo il bilancio ma anche, e soprattutto, il settore bancario: oltre al caso Monte dei Paschi di Siena c’è infatti ancora da affrontare quello dei quattro istituti bancari (Carichieti, Carife, Banca Marche e Banca Etruria) salvati dal governo un anno fa e, al momento, non ancora venduti.

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