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Galaxy Note 7, dopo le numerose esplosioni Samsung vieta la vendita in tutto il mondo

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Bufera su Samsung e su uno dei suoi prodotti di punta, il phablet Galaxy Note 7. Poche ore dopo aver ufficializzato la sospensione della produzione, l’azienda sudcoreana con un comunicato ha imposto ai rivenditori di tutto il mondo il divieto di vendita e sostituzione di questi prodotti. Un duro colpo per il colosso della tecnologia, che in poche ore ha visto crollare i propri titoli in borsa di circa l’8%.

Il Galaxy Note 7 era stato messo in commercio lo scorso 19 agosto, ma già nelle prime settimane di settembre Samsung aveva dovuto ritirare il prodotto in seguito a circa 30 segnalazioni di guasti e problemi. Il problema più ricorrente è legato all’esplosione della batteria: non solo i modelli “originali” si sono incendiati creando pericoli per la salute dei clienti,  ma anche alcuni di quelli dati in sostituzione (fabbricati in un secondo momento e reperibili dal 21 settembre in poi) hanno presentato lo stesso problema. Nel momento in cui scriviamo la sostituzione e il rimborso sono possibili solo negli Stati Uniti, dove il consumatore può chiedere in cambio del Note i modelli S7 o S7 Edge oppure, in alternativa, farsi rimborsare. In tutti gli altri Paesi i possessori sono stati invitati dall’azienda a non utilizzare il dispositivo, a tenerlo spento e a non spedirlo in bagagli da stiva, soprattutto dopo l’esplosione che nei giorni scorsi ha provocato l’evacuazione di tutti i passeggeri da un volo della Southwest Airlines.

Ora il prodotto, se Samsung dovesse riuscire a risolvere definitivamente tutti i problemi, potrebbe tornare in commercio da dicembre. Intanto, i prodotti tornati alla casa di produzione sono già 2,5 milioni, e la figuraccia per Samsung avrà serie conseguenze.

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