Clima, importante accordo in Ruanda per ridurre l’uso dei gas refrigeranti Hfc

Clima, importante accordo in Ruanda per ridurre l’uso dei gas refrigeranti Hfc

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Un importante passo in avanti per la difesa del clima terrestre e l’abbattimento del surriscaldamento globale. Il 14 ottobre scorso nella città di Kigali, in Ruanda, i rappresentanti dei 150 Paesi convocati dall’Onu hanno stilato il piano per rinunciare progressivamente nei prossimi decenni agli idrofluorocarburi, più comunemente gas Hfc, i più grandi responsabili dopo l’anidride carbonica dell’effetto serra e dell’innalzamento della temperatura sul pianeta.

La decisione rappresenta l’ultima modifica al Trattato di Montreal entrato in vigore nel 1989 con l’obiettivo di contenere l’allargamento del buco dell’ozono, lo scudo che difende la terra dai raggi ultravioletti del sole: nella prima fase dei lavori (anni 90/2000) si optò per eliminare l’uso dei gas Cfc, inventati negli anni 40’ negli Stati Uniti e poi usati in tutto il mondo essendo presenti nei frigoriferi e in quasi tutte le bombolette spray, dalla lacca alle vernici. Tali gas, apparentemente innocui, ad alta quota distruggevano le molecole di ozono e per questo motivo furono sostituiti prima con gli Hcfc e poi con gli Hfc, utilizzati per produrre frigoriferi, condizionatori per auto e case e tutti gli impianti di refrigerazione di penultima generazione. Una volta rientrato il problema del buco dell’ozono, gli esperti si sono resi conto qualche anno fa che gli Hfc hanno un impatto devastante sul clima e contribuiscono fortemente all’effetto serra, l’altro grande tema riguardante la tutela del pianeta affrontato con il Protocollo di Kyoto e il più recente Accordo di Parigi.

A Kigali si è deciso che per ridurre di 0,5 gradi il riscaldamento globale entro la fine del secolo tutti i Paesi presenti dovranno, in momenti diversi, abbattere l’utilizzo di questi gas: dal 2019 toccherà ai Paesi più industrializzati come gli Stati Uniti e gran parte delle nazioni europee, poi sarà il turno di altri 100 Paesi tra cui (stranamente) figura anche la Cina che dovranno tenere stabili le emissioni di Hfc tra il 2024 e il 2028 per poi ridurne sensibilmente l’uso dal 2029. Altri Paesi più arretrati come India e Pakistan avranno tempo fino al 2028 per iniziare i tagli.

L’obiettivo finale è comunque quello di ridurre entro il 2047 l’uso di Hfc dell’80/85% circa.

 

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