Popolazione, nel 2016 in Italia un calo delle nascite senza precedenti

In Italia si fanno sempre meno figli, e i primi sei mesi del 2016 fanno segnare i numeri più bassi mai registrati nella storia recente del nostro Paese. A comunicarlo è l’Istat, che annuncia con preoccupazione un calo delle nascite del 6%, pari a 14.600 neonati in meno, tra i primi sei mesi del 2015 e lo stesso periodo del 2016: se a fine giugno dell’anno scorso infatti erano nati 236.100 bimbi, nello stesso momento del 2016 i nati sono soltanto 221.500.

Un trend che prosegue da diversi anni e che può essere certamente collegato alla crisi economica e alle tante spese legate alla nascita di un figlio, specie se si tratta del secondo o del terzo. I dati sono ovviamente riferiti solo a metà anno, ma le proiezioni non lasciano ben sperare dal punto di vista demografico: già nel 2015 le nascite avevano segnato un forte calo e a fine anno i parti erano stati 485.000, per la prima volta meno di mezzo milione; quest’anno, se si dovesse continuare cosi, i nati nel 2016 sarebbero ancora di meno, cioè tra i 440 e i 470mila.

Ma nonostante il calo delle nascite, il saldo naturale, ovvero la differenza tra decessi e nascite, potrebbe migliorare nel 2016 rispetto al 2015. Nell’anno passato infatti a causa di un forte aumento della mortalità (647 mila deceduti) il saldo era stato di 162mila persone in meno nella popolazione italiana; il 2016 potrebbe far registrare un miglioramento della situazione con un saldo sempre negativo (lo è dal 1983) che però si aggirerebbe intorno alle 120/130 mila persone in meno e sarebbe più che altro imputabile alla diminuzione delle nascite. I decessi infatti nei primi mesi del 2016 sono stati circa 25mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2015.

Dati che confermano ancora una volta quanto buoni fossero i propositi del Ministero della Salute per ridurre il fenomeno della denatalità e dell’invecchiamento della popolazione tramite l’iniziativa del Fertility Day. Campagna fallita non a causa delle finalità (ampiamente condivisibili) ma per le scellerate scelte fatte riguardo alle modalità di comunicazione.

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