Antitrust, aperta indagine su Ticketone e bagarinaggio digitale dopo il caso Coldplay

L’Antitrust avvia un’indagine sull’agenzia Ticketone e su quattro siti di “secondary ticketing” che si occupano della prevendita dei tagliandi per i principali concerti organizzati in Italia. L’istruttoria è stata avviata dopo il caso legato al concerto dei Coldplay, atteso in Italia da migliaia di fan: il 7 ottobre scorso, appena pochi secondi dopo l’apertura delle vendite, per gli utenti risultava già impossibile acquistare i tagliandi per le uniche due date italiane del 3 e 4 luglio allo stadio “San Siro” di Milano. Chi si è collegato a Ticketone, sulla carta l’unico sito autorizzato alla vendita, finiva nella sala d’attesa del sito per poi ricevere la notizia che i biglietti erano già esauriti.

Ma quegli stessi biglietti, denuncia l’Antitrust, risultavano disponibili su altre piattaforme online di “secondary ticketing” a prezzi decisamente più alti. “Il costo originale dei biglietti” dicono i membri dell’associazione Altroconsumoera di 46 euro per gli anelli verde e blu e di 109 per l’anello rosso numerato, mentre sul sito Viagogo i prezzi andavano da 166 a 1780 euro”. Una forma spietata di bagarinaggio digitale, verificatasi già in passato con i concerti dei Red Hot Chili Peppers, di Bruce Springsteen e altri, che sembra frutto di un piano ben studiato più che del caso: l’Antitrust sta ora indagando per capire se Ticketone abbia fatto i controlli necessari per impedire l’acquisto massivo di tagliandi da parte di un unico utente (o addirittura di un robot) e se i siti di secondary ticketing abbiano comunicato con chiarezza agli utenti le modalità e le condizioni di vendita.

Intanto a spiegare i meccanismi del “bagarinaggio digitale” e il sistema con cui si garantiscono maggiori introiti per i concerti è David Zard, ex impresario musicale, che ad AdnKronos racconta: “È inutile raccontare balle: quando garantisci all’artista una cifra iperbolica per il tour, che è pari al 90% o addirittura al 100% del previsto introito dei biglietti del mercato primario è chiaro che, non essendo un promoter un ente di beneficenza, i conti non tornano. O meglio tornano solo con i grandi incassi del mercato secondario. Anche se tutti fanno finta di cadere dalle nuvole il cosiddetto secondary ticketing è organizzato al livello internazionale dai più grandi promoter musicali, che in questo modo sono riusciti quasi a monopolizzare il mercato perché garantiscono introiti enormi agli artisti che nessun altro riesce a garantire”.

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