Effetto Brexit, la commissaria Hubner lancia la provocazione: “Cancelliamo l’inglese dall’Ue”

Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea anche la lingua inglese potrebbe smettere di essere la lingua ufficiale a Bruxelles: è questa l’idea lanciata, un po’ per provocazione, dall’eurodeputata polacca e commissaria agli Affari Costituzionali Danuta Hubner.

Al momento i protagonisti della politica europea, così come quelli di ogni altro campo dalla scienza alla finanza e così come le persone normali che si incontrano all’estero, continuano a comunicare nella lingua più conosciuta al mondo, ma l’osservazione della Hubner si basa su un concetto tanto semplice quanto fondato: l’Unione Europea attualmente ha 24 lingue ufficiali, e l’unico Paese a riconoscere come propria lingua l’inglese è la Gran Bretagna. Per cui, nel momento in cui il Regno Unito abbandonerà l’Unione, anche la sua lingua non sarà più tra le 24 riconosciute da Bruxelles.

La Commissaria afferma inoltre che per cambiare la regola per cui ogni Paese ha la facoltà di indicare una sola lingua come idioma ufficiale serve il voto unanime di tutti gli Stati membri, precisando che “gli irlandesi hanno scelto il gaelico e Malta il maltese. Soltanto la Gran Bretagna ha scelto l’inglese. Per cui, se nella Ue non ci sarà più la Gran Bretagna, non ci sarà più neanche l’inglese“.

Un ragionamento ineccepibile ma allo stesso tempo un po’ forzato, considerando che sia Malta sia l’Irlanda sono entrate a far parte dell’Ue dopo il Regno Unito e quindi hanno preferito scegliere altre lingue per poter ampliare l’elenco degli idiomi ufficiali riconosciuti. E’ altrettanto vero però che le comunicazioni ufficiali inviate da Bruxelles e i discorsi dei commissari sono sempre più spesso in lingua tedesca o francese, soprattutto dopo il referendum sulla Brexit. E se la Hubner avesse ragione?

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