L’Onu accoglie l’Egitto nel Consiglio per i diritti umani. Nonostante il caso Regeni

L’Egitto dal 28 ottobre scorso è entrato a far parte del Consiglio Onu, l’organismo nato con l’obiettivo di tutelare i diritti umani. Nonostante il caso di Giulio Regeni, il cui cadavere è stato restituito all’Italia senza tante spiegazioni, e nonostante i 41mila prigionieri politici e le 1700 persone scomparse di cui non si conoscono le sorti, all’Assemblea Generale dell’Onu sono stati ben 173 su 193 i voti favorevoli all’ingresso dell’Egitto nell’organismo.

Tra quei venti Paesi dissidenti, che hanno votato no, c’è ovviamente anche l’Italia, delusa dal trattamento ricevuto relativamente al caso Giulio Regeni, un ragazzo la cui morte rimarrà probabilmente avvolta per sempre nel mistero: come potrebbe l’Egitto, dopo un comportamento simile, tutelare i diritti umani?

Oltre all’Egitto, altri 12 Paesi sono entrati a far parte del Consiglio Onu per i diritti umani, che ora quindi conta 47 nazioni: si tratta di Cina, Brasile, Cuba, Ungheria, Arabia Saudita (anche qui ci sarebbe molto da ridire), Regno Unito, Stati Uniti, Sudafrica,Iraq, Croazia, Giappone e Tunisia. 

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