Oettinger, il commissario accusato di omofobia e razzismo appena promosso da Juncker

Kristalina Georgieva, vicepresidente della Commissione europea e commissaria al Bilancio lascerà gli incarichi Ue a partire dal 2 gennaio prossimo, dopo le frizioni con i vertici della Commissione. Il presidente Juncker ha già scelto a chi affidare la delega al Bilancio: il fortunato è Gunther Oettinger, attualmente commissario con delega al Digitale, ma sulla decisione le critiche non si sono fatte attendere. Oettinger, tedesco di Stoccarda e membro dell’Unione cristiano-democratica, lo stesso partito della cancelliera Merkel, è al centro del ciclone. Il suo prossimo incarico è infatti molto delicato: affidata dal 2004 ad oggi a politici dell’Europa dell’Est, la delega al Bilancio permette di gestire cifre a molti zeri e di indirizzare alcune delle scelte principali dell’Ue. Logico quindi che molti storcano il naso dato che la Germania ha già un ruolo preminente nelle decisioni prese a Bruxelles. Quasi i due terzi dei parlamentari europei preferirebbero, come si evince dai tweet e dalle dichiarazioni rilasciate, che a prendere il posto della Georgieva fosse qualcun altro.

Inoltre Oettinger negli scorsi mesi si è reso protagonista di una serie di uscite infelici in seguito alle quali è stato etichettato da quasi tutti gli eurodeputati come razzista, omofobo e maschilista. “La Vallonia? Una minuscola regione governata da comunisti” disse il commissario qualche tempo fa della regione belga al confine con la Francia, provocando le ire dei governatori locali. Dopo i valloni, vittima delle sue affermazioni colorite sono state prima le donne e poi gli omosessuali: “Molte donne lavorano solo grazie al sistema delle quote rosa” disse riferendosi alle sue colleghe, mentre successivamente affermò con ironia che “il Parlamento tedesco sarebbe capace di rendere obbligatorio il matrimonio gay per tutti”.

L’ultima gaffe in ordine cronologico risale invece al 26 ottobre scorso ed è probabilmente la più grave. Bersaglio della sua irrefrenabile ilarità i ministri cinesi in visita a Bruxelles, che Oettinger ha definito “occhi a mandorla”. Le sue parole sono state riprese da un video, ma lui poco dopo si è giustificato dicendo che era solo “ un’espressione colloquiale e che non voleva offendere la Cina”.

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