Manovra, terremoto e migranti: continua lo scontro Juncker-Renzi

La manovra italiana continua ad essere al centro di un acceso dibattito tra governo nazionale e istituzioni europee. Le vedute infatti, nonostante l’emergenza migranti e i problemi legati alla ricostruzione post-terremoto in Centro Italia, continuano ad essere molto diverse e non sembra esserci un accordo su cifre e percentuali. A bacchettare l’Italia è stato inizialmente il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici: “Anche se prendiamo in considerazione tutta la flessibilità, anche se il Patto è intelligente, ci sono delle regole che vanno rispettate da tutti” ha detto il francese, aprendo il successivo, e molto più duro, scontro tra il presidente della Commissione Ue Juncker e il presidente del consiglio Matteo Renzi.

Parlando ieri alla riunione dell’associazione del sindacato europeo, Juncker accusa apertamente l’Italia: “L’Italia non cessa di attaccarci, a torto, e ciò crea risultati diversi da quelli attesi. Vogliamo tener conto del costo dei rifugiati e del terremoto in Italia, ma tali costi equivalgono allo 0,1% del Pil. L’Italia ci aveva promesso di arrivare a un deficit dell’1,7% nel 2017, e ora ci propone il 2,4%”.Poi il lussemburghese continua rivolgendosi, pur senza dirlo, direttamente al governo: “Non può più dire, e se lo vuole dire me ne frego, che le politiche di austerità sarebbero state continuate da questa Commissione come erano state messe in atto in precedenza. Roma può spendere 19 miliardi in più che non potrebbe usare se non avessimo riformato il patto di Stabilità nel senso della flessibilità”.

Qualche ora dopo è lo stesso portavoce di Juncker a provare a smorzare i toni, dicendo che il discorso del presidente era stato improvvisato e conteneva qualche errore sulle cifre, e precisando inoltre che “le valutazioni sulla manovra continuano, così come il dialogo con l’Italia”.

La bomba però era stata già innescata, e la reazione di Renzi non tarda ad arrivare. Dopo la visita a Frosinone in vista del referendum, il premier dice all’Ansa: “Juncker dice che faccio polemica. Noi non facciamo polemica, non guardiamo in faccia nessuno. Perché una cosa è il rispetto delle regole, altro è che queste regole possano andare contro la stabilità delle scuole dei nostri figli. Si può discutere di investimenti per il futuro ma sull’edilizia scolastica non c’è possibilità di bloccarci: noi quei soldi li mettiamo fuori dal patto di stabilità vogliano o meno i funzionari di Bruxelles”. In un incontro di poco successivo, a Latina, Renzi torna anche sull’argomento migranti, già affrontato in altre occasioni (http://lineadirettaeuropa.eu/2016/09/20/migranti-da-new-york-il-secondo-attacco-di-renzi-a-bruxelles/) dicendo che l’Italia ha subito “tre terremoti in sette anni e ora ricostruirà, inoltre ogni anno nel Mediterraneo muoiono tra le tre e le quattromila persone, molte di più di quelle vittima dell’estremismo islamico”.

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