Giornata mondiale del diabete: in Italia colpisce il 6% della popolazione

La crescita esponenziale dei casi di diabete nel mondo rappresenta sempre più un’emergenza sanitaria. Oggi questo problema sarà ancor di più al centro dell’attenzione grazie alla Giornata Mondiale del diabete, istituita nel 1992 dalla Federazione internazionale del diabete (Idf) e dall’Oms. Una data importante anche perché proprio il 14 novembre ricorre l’anniversario della nascita del fisiologo ed endocrinologo canadese Frederick Banting, che, con il fondamentale contributo di Charles Best, riuscì a scoprire l’insulina e la sua importanza nel curare questa malattia, aggiudicandosi il Premio Nobel per la Medicina nel 1923.

Solo in Italia, dal Battistero di Firenze al Maschio Angioino di Napoli, saranno circa 1200 gli eventi dedicati alla prevenzione e alla sensibilizzazione: nel nostro Paese sono 3,5 milioni, ovvero il 6,2% della popolazione, le persone affette da diabete (per il 90% di queste si tratta del tipo 2) e in totale circa il 10% dei cittadini italiani ha problemi a controllare il livello di glicemia nel sangue.

Nei prossimi anni però questo numero è destinato purtroppo ad aumentare, fino ad arrivare, secondo le stime, a 5 milioni di diabetici nel 2030. Una malattia che provoca anche altre complicazioni alle persone affette, non ultima la retinopatia che spesso porta i malati alla perdita completa della vista: il diabete è la prima causa di cecità prevenibile nei Paesi industrializzati.

Spesso, pensando che questa patologia possa colpire solo anziani o persone in età avanzata, si sottovalutano inoltre i casi di diabete infantile di tipo 1, che colpisce i neonati sin dal momento della nascita: la poca attenzione e la poca preparazione in materia impedisce spesso a genitori e medici di accorgersi dei sintomi in tempo utile per affrontare la malattia nel migliore dei modi.