Palermo, un accordo per l’assistenza dei migranti minori non accompagnati

La rivoluzione nell’accoglienza dei migranti minori non accompagnati parte dalla Sicilia, e in particolare da Palermo. Ieri, nella Prefettura della città, è stato firmato un protocollo d’intesa alla presenza del ministro dell’Interno Angelino Alfano che prevede per i minori arrivati in Italia da soli una novità assoluta, ossia l’accompagnamento, individuale e passo dopo passo, fino alla maggiore età. Solo nel capoluogo regionale siciliano i minori non accompagnati sono circa 1700: in prima fila per il raggiungimento di questo accordo ci sono l’assessore alle Attività Sociali Agnese Ciulla ed il giudice tutelare Fabio Pilato. Hanno firmato il protocollo d’intesa con il Comune di Palermo tantissimi enti : il Tribunale Civile di Palermo, il Tribunale per i Minorenni di Palermo, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, la Questura di Palermo, l’Università degli Studi di Palermo, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo e l’Ufficio Scolastico Regionale.
Il piano, di durata biennale, non sarà affatto semplice da attuare e c’è da giurare che sarà anche oggetto di parecchie critiche: ad ognuna delle istituzioni spettano compiti precisi finalizzati alla tutela dei minori e al loro inserimento effettivo nella società tramite l’istruzione e le attività formative previste dal Comune.
“Palermo si pone all’avanguardia con il primo protocollo di questo tipo su scala nazionale, realizzato in un momento non emergenziale”, sottolinea il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, tra i firmatari del protocollo, che ha espresso “apprezzamento per il risultato raggiunto, inserito nella più ampia politica di accoglienza offerta dalla città di Palermo”.
Positivo anche il commento del presidente del tribunale di Palermo Salvatore Di Vitale: “Il protocollo segna un salto di qualità fondamentale nel campo dei diritti dei minori stranieri non accompagnati. Ammetto di avere sottovalutato, in un primo momento, questo protocollo di cui mi aveva parlato il giudice tutelare Fabio Pilato, poi studiandolo più in profondità, mi sono reso conto che è una intesa molto importante. Questo protocollo garantisce la formazione di un progetto di individualizzazione di accompagnamento. Perché venga realizzato occorre, però, una sinergia tra tutte le istituzioni coinvolte”.