Consiglio Ue gioventù: al centro del dibattito futuro dell’Europa e nuove generazioni

Nuove generazioni e giovani al centro dell’Europa del futuro: è questo l’obiettivo emerso nel corso della prima giornata del Consiglio “Istruzione, gioventù, cultura e sport”, che è iniziato ieri 21 novembre e si concluderà nel pomeriggio del 22.

Il commissario Navracsics, responsabile europeo per questi temi, ha discusso con i ministri della gioventù dei vari Paesi membri sulle modalità con cui sostenere i giovani di tutto il continente. Le prime conclusioni raggiunte hanno riguardato nuovi tipi di approccio all’animazione socioeducativa, attività che permette alle nuove generazioni di esprimere parte del proprio potenziale. Nel Consiglio però si raggiungeranno anche conclusioni per sostenere politiche ( soprattutto nel campo dell’istruzione) più forti che aiutino i ragazzi a non cadere nelle trappole dell’odio razziale o religioso e promuovano valori positivi come l’inclusione sociale. Tali provvedimenti sono finalizzati a prevenire la radicalizzazione, l’estremismo e il terrorismo.

Ai lavori partecipa anche la commissaria Thyssen, responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, la quale sosterrà il progetto relativo ai percorsi di miglioramento delle competenze proposto già a giugno dall’Ue e che in queste ore dovrebbe essere approvato. Tramite competenze più specifiche potrebbe infatti diminuire gradualmente il tasso di disoccupazione nei Paesi dell’Ue.

Compito del commissario per l’Economia e le Società Digitali Oettinger, durante la seconda giornata di lavori, sarà invece quello di valutare insieme agli altri addetti ai lavori lo stato di avanzamento della proposta della Commissione sull’aggiornamento della direttiva sui servizi di media audiovisivi.

I punti principali del dibattito saranno però probabilmente quelli che riguardano la funzione dello sport e della cultura all’interno dell’Ue. Il Consiglio dovrebbe giungere a delle conclusioni sull’importanza della diplomazia sportiva e dei valori dello sport per la politica estera dell’Europa. I ministri della Cultura dovranno inoltre esprimersi sulla proposta della Commissione Ue di indire nel 2018 l’anno europeo del patrimonio culturale.