Stupri in calo, ma i numeri in Italia restano troppo alti

Gli ultimi dati non sono recentissimi, ma quello delle violenze sessuali sembra essere un fenomeno non destinato a finire presto. Nel quinquennio tra il 2010 e il 2014 gli stupri, solo in Italia, sono stati 23mila, ed una volta su quattro la vittima è minorenne. Numeri che spingono oltre un decimo degli italiani a dichiararsi favorevoli alla castrazione chimica.

I casi sono in media 15 al giorno, e le regioni dove avvengono maggiormente sono, sorprendentemente, Trentino, Emilia Romagna e Toscana. Molto però stanno facendo Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri per porre rimedio a questa emergenza: tra denunce ed arresti sono stati individuati dal 2010 al 2014 circa 22 mila aggressori, oltre quattromila all’anno. Gli stupri anno dopo anno sono in leggero calo, ma ciò non solleva affatto se si considera che i numeri sono comunque altissimi.

Ben sette donne violentate su dieci (per l’esattezza il 68%) sono italiane, seguite da romene e marocchine. Il dato più inquietante è quello relativo al numero di minorenni vittime, circa il 25% del totale: è la particolare debolezza caratteriale e fisica a permettere agli aggressori di approfittare del corpo dei più piccoli, che, al contrario di quanto si possa pensare, non sono solo ragazze ma anche maschi.

Proprio con l’obiettivo di mettere un freno a questa emergenza, che rappresenta un vero e proprio dramma per la società, è nata recentemente SAVE (Sexual Assault Voices of Edmonton), un’organizzazione no-profit costituita da soci, agenzie, associazioni e enti istituzionali che, insieme, organizzano campagne  di sensibilizzazione e responsabilità per un mondo finalmente libero da strupri e violenze sessuali.