Allarme meningite: ancora vittime in Toscana, numero di vaccinati troppo basso

Una malattia che sembrava superata ma che purtroppo continua a mietere vittime, soprattutto in alcune regioni italiane, in primis la Toscana: si tratta della meningite causata dal meningococco C che quest’anno ha provocato già 26 vittime, un numero di poco inferiore alle 31 del 2015. La vaccinazione, che ha interessato un milione di italiani, è ancora decisamente troppo poco diffusa per poter contrastare questa malattia rara ma talvolta letale, come confermano i decessi nelle ultime ore di una donna romena di 45 anni a Firenze e di un’insegnante 64enne a Livorno. Sempre a Livorno è stato ricoverato in prognosi riservata un bimbo di 8 anni, ma per fortuna la sua situazione risulta in lieve miglioramento.

L’unico strumento a disposizione per contrastare la malattia, che diversi anni fa creò preoccupazione anche nel Regno Unito e in Veneto, è quello di ricorrere al vaccino, in modo da sviluppare degli anticorpi in grado di frenare il decorso della patologia. Delle 57 persone colpite in Toscana nelle ultime settimane, solo 11 erano vaccinate, e molte si sono salvate solo grazie al fatto di aver contratto fortunatamente una forma della malattia non troppo aggressiva, ossia non il sottotipo St11 che sta provocando allarmi soprattutto nelle aree centrali della Toscana.

Il vaccino, gratuito per tutti, è di fondamentale aiuto soprattutto per gli adolescenti tra gli 11 e i 20 anni, perché è proprio in questa fascia di popolazione che si riscontra il maggior numero i portatori sani. A rischio però sono tutti, come dimostrano i recenti casi. Il sottotipo St11 sarebbe arrivato in Toscana nel 2012, quando sbarcarono da una nave da crociera approdata al porto di Livorno quattro malati. Queste persone furono portate in ospedale per ricevere le cure, ed è probabilmente da lì che il batterio ha iniziato a diffondersi.

Un nemico ancora più difficile da affrontare a causa del fatto che i suoi sintomi sono del tutto assimilabili a quelli della normale influenza: febbre alta, mal di testa e, in alcuni casi, irrigidimento della nuca, nausea e vomito. Ma a differenza dell’influenza, questa malattia colpisce le meningi, ossia le membrane che proteggono il sistema nervoso centrale. Se non viene curata in tempo può provocare, oltre alla morte, anche danni cerebrali irreversibili.