Juncker cambia rotta: appoggio incondizionato all’Italia

Un Jean-Claude Juncker a tutto tondo quello intervistato dagli inviati de “La Stampa” a Bruxelles. Il presidente della Commissione Europea affronta gli argomenti più caldi per l’Unione in maniera rilassata, mostrandosi molto ottimista (nonostante qualche frecciatina) riguardo a tutti i temi più attuali.

La novità più rilevante è relativa all’appoggio, a quanto pare quasi incondizionato, di Juncker nei confronti dell’Italia e del governo Renzi, con cui dice di essere d’accordo su quasi tutte le decisioni prese, comprese le nuove riforme proposte. Il lussemburghese precisa che gli scontri tra Commissione e Italia non sono mai stati personali, si lascia scappare addirittura un sibillino “spero che non vinca il No al referendum” e poi promette che non ci saranno problemi a scomputare dalla manovra le spese per il terremoto e per la gestione dei migranti, riconoscendo all’Italia un grande merito su questo particolare tema: “Abbiamo salvato 400mila persone in Europa, ma a farlo è stata soprattutto l’Italia”. Per questo, continua Juncker, è inaccettabile voltare le spalle a Roma (e alla Grecia) proprio nel momento in cui i migranti arrivano in maniera massiccia sulle sue coste. L’obiettivo della Commissione europea è ora quello di mettere in pratica fin da subito le proposte fatte nel maggio 2015: tutti gli Stati membri, senza eccezioni, se vogliono restare nell’Ue dovranno accogliere una quota di migranti. Facile a dirsi, meno a farsi date le forti opposizioni di molti leader nazionali antieuropeisti: ma introducendo sanzioni e svantaggi per chi non si uniforma al progetto, è possibile che questa via (che da tempo professiamo sia l’unica soluzione immaginabile) diventi improvvisamente percorribile.

Juncker poi parla delle critiche che arrivano dai movimenti populisti, dettate a suo dire dall’incertezza del mondo di oggi che lascia spazio al progredire di questo tipo di pensiero. Poi tratta l’argomento del neo presidente americano Donald Trump, professandosi in disaccordo, come europeo, con le sue opinioni riguardo al clima, alla difesa e al commercio internazionale e criticando la sua scelta di fare promesse pericolose durante la campagna elettorale. Infine Juncker si mostra molto rammaricato per l’imminente addio di Martin Schulz a Bruxelles: “Le relazioni tra parlamento e Commissione non sono mai state così armoniose. Sono molto dispiaciuto”.

 

http://lineadirettaeuropa.eu/2016/09/20/migranti-da-new-york-il-secondo-attacco-di-renzi-a-bruxelles/