“Aleppo Day”, Unicef lancia l’allarme: 4000 bambini rischiano la vita

Per i bambini siriani quello che inizierà tra qualche giorno sarà il sesto anno di guerra. Mentre nel resto del mondo si festeggia e si aspetta il Natale, in Siria si continua a bombardare senza sosta, si continuano a mietere ogni giorno vittime civili e, soprattutto, continuano a morire bambini innocenti. Oggi 22 dicembre è l’“Aleppo Day”, la giornata in cui l’Unicef, insieme ad altre associazioni che hanno aderito come Legambiente, chiede ai media di raccontare la situazione vissuta dai piccoli abitanti della Siria e alle persone di ritrovarsi nelle piazze e nei luoghi pubblici con una coperta, simbolo del no alla guerra. Tante le mobilitazioni in diverse città d’Italia, la più importante a piazza del Popolo, a Roma.

Proprio in questa significativa data arriva anche l’allarme del portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini, che denuncia come circa 4000 bambini siano ancora intrappolati, rischiando la vita, nella zona di Aleppo Est, ex roccaforte dei ribelli riconquistata dall’esercito siriano e dalle milizie filo-governative. L’evacuazione dei civili in questa zona della città siriana continua, ma le scorte di acqua e cibo sono finite e i gli impianti di riscaldamento, in giornate particolarmente fredde, non funzionano.

Sono in quel che resta della città, molti sono orfani e senza famiglia, hanno bisogno di aiuto immediato o rischiano la morte” dice Iacomini. “Bisogna fare in fretta perché ad Aleppo est sono finiti medicine, acqua e riscaldamento, case ed ospedali sono ridotti in macerie. È una corsa contro il tempo. Molti dei bambini evacuati non sono vaccinati. Prima dell’assedio la copertura vaccinale era appena del 30%, copertura che ora è crollata ulteriormente fino alla fine dell’assedio”.

Nelle ultime ore un gruppo di intellettuali e politici di tutto il mondo, tra cui lo scrittore Erri De Luca, hanno inoltre firmato un documento in cui si chiede di porre fine alla strage di innocenti in atto ad Aleppo e purtroppo in molte altre città siriane.