Strage di Istanbul, l’Isis rivendica l’attentato: tra i superstiti 5 italiani

Continua la caccia all’attentatore che la notte di Capodanno, intorno all’una e quindici (23.15 in Italia), è entrato nel night club Reina, nella parte europea di Istanbul, ed ha ammazzato prima un agente di sicurezza (identificato come Fatih Cakmak) e poi 39 persone che si erano radunati nel locale per festeggiare l’arrivo del 2017. Tra i 75 feriti, secondo le ultime notizie c’erano anche 5 giovani italiani, tre modenesi, un siciliano ed una bresciana, ad Istanbul per lavoro: i ragazzi sono usciti fortunatamente illesi o con lievi escoriazioni dall’attentato, riparandosi sotto i tavoli del locale. L’intelligence turca continua a lavorare evitando di diffondere notizie non ufficiali, ma dalle indiscrezioni in arrivo il panorama sembra essere abbastanza caotico: nella giornata di ieri erano state diffuse da alcuni media turchi le immagini de volto dell’attentatore, poi smentite in seguito alla pubblicazione di un video che riprende il terrorista mentre entra nel night club sparando all’impazzata. L’uomo, originario dell’Asia Centrale (probabilmente del Kirghizistan o dell’Uzbekistan) non era vestito da Babbo Natale come era stato detto inizialmente ed era, come si immaginava già pochi minuti dopo la strage, affiliato all’Isis e altamente addestrato dal punto di vista militare. Ad oltre 30 ore di distanza dai fatti di Istanbul questa mattina è infatti arrivata la rivendicazione dell’Isis: nella Turchia “serva dei crociati”, si legge nella dichiarazione del califfato, “un eroico soldato” ha colpito “il più famoso nightclub dove i cristiani stavano celebrando la loro festa apostatica”. E’ probabile, come sostengono alcune tv turche, che l’attentatore faccia parte della stessa cellula terroristica che lo scorso mese di giugno colpì l’aeroporto Ataturk, provocando quasi cinquanta morti. Singolare inoltre il fatto che l’Isis per la prima volta abbia diffuso la rivendicazione non solo in lingua araba ma anche in turco. Sono circa 17mila gli agenti turchi impegnati nella serrata caccia all’uomo.

Tra le tante reazioni arrivate dopo l’attentato quella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che esprime vicinanza alla Turchia e invoca maggiore fermezza nel contrasto al terrorismo, di Papa Francesco, che durante l’Angelus di ieri si è detto addolorato e ha chiesto di porre fine alla violenza, e del presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker che ha definito “una responsabilità comune” quella di “respingere il terrorismo”. La “rabbia” dell’Isis nei confronti della Turchia, Paese in prevalenza di religione musulmana e sunnita, è certamente legata all’intervento voluto dal presidente Erdogan nella guerra in Siria.