La rivoluzione europea di Grillo: il M5S nel gruppo Alde con il 78,5% dei voti online?

Per il MoVimento 5 Stelle quella del 9 gennaio è la data di una svolta teoricamente epocale, che segnerà un cambio di rotta dall’antieuropeismo ad una collaborazione fattiva nelle politiche comunitarie. Nella giornata di ieri lo stesso leader M5S Beppe Grillo ha lanciato senza alcun preavviso una votazione online sul blog ufficiale per chiedere agli iscritti di lasciare il gruppo euroscettico Efdd, di cui fa parte il partner storico in Europa di Grillo, l’Ukip di Nigel Farage, e passare al gruppo europeista e liberale Alde capitanato da Guy Verhofstadt, in corsa per l’elezione a presidente del Parlamento Europeo per l’ormai imminente era del “dopo-Schultz”. Grillo nel lungo post ha analizzato i punti di convergenza con il gruppo Efdd e con lo Ukip (secondo lui pochi) esprimendosi a favore di un passaggio dei 17 europarlamentari pentastellati nelle fila di Alde:

Il gruppo conta 68 eurodeputati e con la presenza del M5S diventerebbe la terza forza al Parlamento Europeo. Acquisire un peso specifico nelle decisioni che si prendono significa rappresentare l’ago della bilancia: potremo fare la differenza” continua Grillo “ed incidere sul risultato di molte decisioni importanti per contrastare l’estabilishment europeo. Non rinneghiamo le scelte del passato, vogliamo affrontare nuove sfide con maggiore determinazione.

Il voto online, iniziato pochi minuti dopo il post di Grillo, si è concluso alle 12.00 di oggi. Gli attivisti avevano tre opzioni: restare nel gruppo Efdd (scelta sconsigliata da Grillo perché l’Ukip avrebbe già raggiunto il suo obiettivo, la Brexit); unirsi al gruppo misto dei non-iscritti, perdendo rilevanza sia in termini di “diritto di parola” sia in quanto a finanziamenti al MoVimento da spendere sul territorio; e infine (questa è la via giusta per Grillo) entrare a far parte di Alde, chiedendo però un patto che consenta di votare autonomamente e senza nessun vincolo ai deputati europei del M5S. Alla fine l’opinione del leader ha avuto la meglio, con gli attivisti che si sono espressi in massa per entrare in Alde. Sui 40.654 iscritti certificati il 78,5% dei votanti (31.914 iscritti) ha scelto di confluire nel gruppo di Verhofstadt, mentre 6.444 hanno votato per la permanenza nell’EFDD e 2.296 per confluire nei non iscritti.

Un risultato sorprendente che è indice dell’immensa fiducia che gli elettori del M5S ripongono nel loro leader: la proposta dell’ex comico ieri era stata accolta in maniera molto fredda dagli stessi esponenti politici pentastellati, che non avevano nascosto di non sapere assolutamente nulla della decisione presa da Grillo e di aver appreso la notizia direttamente dal blog. Alcuni anzi si erano opposti alla sua proposta: tra questi l’eurodeputato Marco Zanni, che ha detto di aver votato per rimanere nell’Efdd, ed il senatore Nicola Morra, che si è schierato invece a favore dell’entrata nel Gruppo misto. Nell’opinione pubblica invece la mossa di Grillo è stata tacciata di incoerenza: d’altronde se è vero che con l’Ukip i punti in comune erano ormai pochi, con Alde non sembra esserci maggior convergenza: il gruppo di Verhofstadt, per esempio, è favorevole al Ttip, trattato più volte osteggiato dal M5S. Quella di Grillo potrebbe essere quindi una scelta puramente strategica, che punti a rendere il M5S la variabile impazzita, l’ago della bilancia per le decisioni in bilico. Grillo sapeva di correre un rischio, ha scommesso ed ha incassato il sì dei suoi elettori: questo però gli è costato una serie di critiche in arrivo sia dall’Italia che dall’estero. Il suo ex alleato Nigel Farage ad esempio ha definito “illogico in termini politici per i 5 stelle unirsi al gruppo più eurofanatico del Parlamento europeo”, sostenendo inoltre che l’alleanza, fino a ieri ancora incerta e ufficializzata solo poco fa, non sarebbe durata a lungo. Nonostante il “tradimento”, quella del leader dell’Ukip è una reazione morbida rispetto al quella del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che su Facebook così si esprime:

Che tristezza… Grillo e i 5 Stelle stanno ‘votando’ per uscire dal gruppo euroscettico di Nigel Farage in Europa per entrare nell’Alde, il gruppo più europeista di tutti, sostenuto alle elezioni da Romano Prodi e da Mario Monti, da sempre a favore dell’euro, della Turchia in Europa, delle banche e dell’immigrazione. Peccato, stanno passando dalle barricate alle poltrone.

Grillo potrebbe volare insieme a Daniele Casaleggio a Bruxelles già nelle prossime ore per mettere nero su bianco l’accordo con Alde e con Guy Verhofstadt.