M5S-Alde, l’accordo salta clamorosamente: il MoVimento finirà nel gruppo dei Non Iscritti

Clamoroso dietrofront dopo la votazione online degli iscritti al M5S che aveva sancito la volontà del MoVimento di entrare a far parte del gruppo europeista Alde. E’ stato proprio il capogruppo di Alde, Guy Verhofstadt, a far saltare l’accordo nella serata di ieri, mettendo fine di fatto alla rivoluzione europea del M5S che ancora non era iniziata: “Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa” ha detto l’ex premier del Belgio, aggiungendo che “non c’è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde” e che “rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave”. Pur ipotizzando una collaborazione con il Movimento di Beppe Grillo sui temi dell’ambiente, della trasparenza e della democrazia diretta, Verhofstadt ha praticamente sbattuto la porta in faccia agli europarlamentari pentastellati, tornando sui suoi passi probabilmente anche per non scontentare la base del suo gruppo parlamentare. Durante tutta la giornata di ieri infatti molti membri di Alde si erano detti nettamente contrari alla possibilità di accogliere tra le loro fila i grillini: a protestare erano stati soprattutto i francesi del Mouvement Démocrate, con l’eurodeputata francese Sylvie Goulard che, appresa la notizia della marcia indietro, ha scritto su Twitter un lapidario “scampato il pericolo 5 stelle”. Ora a Grillo, che il 4 gennaio aveva firmato un preaccordo con Alde la cui esistenza è stata scoperta solo nel pomeriggio di ieri, non resta che una strada, quella di entrare nel gruppo misto perdendo parecchi privilegi, non ultimo il finanziamento di 700mila euro che dà il diritto ad ogni partito di concorrere alla presidenza delle commissioni. Una riappacificazione con Farage sarebbe decisamente impraticabile e fuori luogo, mentre la proposta di entrare nei Verdi del Parlamento Europeo era già stata respinta qualche settimana fa. Il fatto di finire nel gruppo dei Non Iscritti è stato definito dall’eurodeputato a cinque stelle Piernicola Pedicini “un danno enorme”, e sono molti gli attivisti che sono usciti allo scoperto accusando Grillo di aver deciso tutto da solo e di essere stato incoerente, dopo essersi mostrati contrari già ieri all’ipotesi dell’ingresso in Alde (ipotesi che ha comunque raccolto il 78,5% delle preferenze online). Sul blog ufficiale del Movimento la reazione è immediata, con un post in cui si dà la colpa del mancato accordo alle principali forze politiche europee:

L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima”, scrive il M5S in un post sul blog di Beppe Grillo. “Ora continuerà l’attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il Direct Democracy Movement.

Gli altri partiti politici italiani cavalcano l’onda della delusione Cinquestelle per infierire   sulla decisione di Grillo. La Lega Nord lo accusa di essersi schierato in cambio di qualche poltrona con i suoi storici avversari europeisti, mentre molti parlamentari Pd accusano all’unisono il M5S di aver perso la faccia e di aver messo in atto una mossa ridicola. Non è da meno il forzista Renato Brunetta, che su Twitter scrive:

Alleanza empia. Da liberali francesi e tedeschi sberle a Grillo. Base M5S in subbuglio per svolta europeista. Inversione a U riuscita male.