Caso di meningite a Caserta, colpito bimbo di 4 anni: le prospettive future e l’opinione dell’Unicef

Allarme meningite sempre più forte dopo gli ultimi casi che si sono verificati in Campania ed in particolare a Caserta, dove ieri un bimbo di 4 anni e mezzo è stato portato all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” con febbre alta e sintomi che hanno fatto pensare sin da subito ad una infezione da meningococco. Ipotesi che è stata purtroppo confermata dai medici, i quali hanno disposto il trasferimento del piccolo all’ospedale Cotugno di Napoli, specializzato in malattie infettive. Il bambino, colpito da una meningite del ceppo C, la più pericolosa ed infettiva, si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata nel nosocomio partenopeo, e le sue condizioni non sembrano essere migliorate nelle ultime ore. Il sindaco di Caserta Carlo Marino ha disposto con un’ordinanza nella serata di ieri la chiusura dell’asilo frequentato dal bambino, sito in via Montale a Caserta: una chiusura “sine die” che continuerà fino a quando non saranno completate le procedure di profilassi e che ha l’obiettivo di “evitare qualsiasi rischio per la salute pubblica”. Il direttore dell’Asl di Caserta Mario De Biasio invita le persone a mantenere la calma, sostenendo che si tratta di un solo caso accertato (un numero nella norma secondo il direttore), e che per questo motivo non c’è bisogno di allarmarsi. Ma i numerosi casi dei giorni e dei mesi scorsi scorsi hanno creato una vera e propria psicosi in gran parte della popolazione italiana.

Nei giorni scorsi, prima che si verificassero questo ultimo caso e quello di Castel Volturno, dove ad essere stato colpito era stato un anziano, la Regione Campania aveva predisposto vaccinazioni gratuite per evitare il rischio di un contagio che era e resta comunque molto improbabile. Nelle Asl della regione, come deciso dal governatore della Campania Vincenzo De Luca in concerto con i responsabili sanitari, è possibile già da qualche giorno ricevere la vaccinazione per quattro tipi di meningococco (A,C, Y e W135). Il vaccino è gratuito per le fasce di popolazione maggiormente a rischio, cioè i neonati, che ricevono il trattamento al compimento del tredicesimo mese, e i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni.

Tali disposizioni cambiano da regione a regione, ma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha già comunicato che nelle prossime settimane sarà varato un piano che prevede lo stanziamento di 100 milioni solo nel 2017 e che renderà possibile in tutta Italia, per bambini ed anziani nelle fasce d’età più a rischio, ricevere gratuitamente e senza ticket le vaccinazioni per diversi tipi di batteri, tra cui il meningococco.

Proprio su questo tema è intervenuto il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini: Il Piano nazionale sui vaccini 2017-2019, allegato ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza è un importante passo in avanti nelle politiche del nostro Paese per la tutela della salute dei più piccoli.  Salgono a 13 le malattie per le quali saranno disponibili gratuitamente i vaccini necessari per effettuare i cicli di base e i relativi richiami. Una decisione che innalza gli standard della prevenzione sanitaria in un Paese come il nostro, che in questi ultimi anni ha visto un preoccupante calo della copertura vaccinale contro malattie insidiose come la meningite o erroneamente ritenute innocue come il morbillo, anche per colpa di campagne di disinformazione molto aggressive circolate sul web” dichiara Andrea Iacomini. “Le nuove disposizioni eliminano inoltre le inaccettabili sperequazioni fra le diverse Regioni italiane, che di fatto fino a oggi hanno leso il principio dell’unitarietà dei diritti dei bambini. Basti pensare al vaccino oggi al centro delle cronache, l’anti-meningococco B. A tutt’oggi, una famiglia della Lombardia si trova a dover spendere fino a 4-500 € per acquistare e far somministrare le 3 dosi necessarie per l’immunizzazione di un bambino, mentre una famiglia della vicina Liguria può farlo a costo zero” prosegue Iacomini. “Ciò che auspichiamo ora è che a questa coraggiosa decisione di politica sanitaria si accompagnino misure concrete per adeguare le strutture del sistema sanitario nazionale alle aumentate richieste: senza tali misure, rischieremmo di vedere riproporsi a causa delle carenze logistiche e di personale le medesime discriminazioni che si sono volute eliminare con la gratuità dei vaccini.
L’Unicef è il primo acquirente e somministratore di vaccini pediatrici al mondo, con oltre 2 miliardi di dosi annue impiegate nella sola lotta globale alla polio. Ma oggi diventa importante ricordare che anche in Italia le vaccinazioni salvano vite. Non solo quelle dei propri figli, ma anche quelle dei bambini che li circondano
”.