Terremoto ed emergenza neve: il Centro Italia crolla di nuovo nella paura

Ancora nel panico la popolazione del Centro Italia, messa a dura prova dall’emergenza neve che imperversa negli ultimi giorni e da altre tre forti scosse di terremoto che sono state registrate in mattinata. La zona più colpita è sempre quella del centro Italia, in particolare tra le province di Teramo, L’Aquila, Rieti, Macerata e Perugia già messe duramente alla prova dal sisma dell’agosto scorso. La prima scossa di magnitudo 5.1 alle 10.25 con epicentro a Montereale, a pochi chilometri da Amatrice; le altre due scosse alle 11.14 (la più forte) con epicentro a Capitignano con magnitudo 5.5 e alle 11.25 con epicentro a Pizzoli e magnitudo 5.3.

Non sono stati registrati al momento danni a persone. L’unica segnalazione riguarda alcuni allevatori che si erano recati nella zona di Torre Arquata come ogni giorno per dare cibo ai propri animali e che al momento non si riescono a trovare: l’ipotesi più probabile però è che a far scattare l’allarme sia stata l’assenza del segnale telefonico. Alcuni crolli sono invece stati registrati nelle province coinvolte, con il campanile della Chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice che è crollato definitivamente. Le scuole sono state evacuate anche nelle province di Perugia e a Roma, dove per precauzione è stata chiusa anche la metro (riaperta poco dopo le 13) ed è stata disposta temporaneamente l’apertura della zona a traffico limitato. Chiusa anche la linea ferroviaria che collega Foligno alla provincia di Arezzo.

Ciò che preoccupa di più gli stessi abitanti è però il fatto che molte di queste zone si trovano completamente isolate a causa delle copiose nevicate che sono continuate per molti giorni: gran parte delle frazioni e dei paesi dai 7-800 metri d’altezza in su sono assolutamente irraggiungibili a causa della chiusura delle strade (la Salaria in primis), che ha reso di fatto impossibili i regolari controlli via terra. A causa della neve in Abruzzo erano già quasi 100mila, prima delle scosse, le famiglie senza energia elettrica. Un’emergenza che poteva essere affrontata in modo decisamente migliore, almeno nelle zone in cui esiste concretamente un elevato rischio sismico. Le scosse infatti, come ha detto il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio a Sky TG24, non sono mai terminate:

Dal 24 agosto ad oggi sono state superate le 45000 scosse. Le persone che vivono in queste zone affrontano il dramma ogni giorno. Abbiamo attivato le strutture, che erano tutte già pronte.

Il sisma di questa mattina è stato generato dallo stesso sistema di faglie che si è attivato il 24 agosto. È quanto emerge dalle prime analisi degli esperti al lavoro nella sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica Vulcanologia.

È lo stesso sistema di faglie attivato il 24 agosto, ma a generare il terremoto di oggi è un segmento diverso,

ha detto all’Ansa la sismologa Paola Montone.