5.- Una Unione economica e monetaria più profonda e giusta 

Quinto punto del masterplan della Commissione Europea di Junker.
L’Unione economica e monetaria (UEM) ha attraversato profondi cambiamenti in seguito alla crisi finanziaria, fiscale ed economica. Un gran numero di punti deboli sono stati identificati e affrontati nel bel mezzo della crisi: alcuni dalla legislazione europea nell’ambito del metodo comunitario, gli altri da nuovi accordi intergovernativi o da decisioni dirette da parte della Banca centrale europea.
In seguito agli impegni presi dai leader della zona euro nel vertice euro del 29 giugno 2012, uno degli scopi principali dei recenti sforzi è stato quello di rompere il legame tra banche e sovrani al fine di ripristinare la stabilità finanziaria e la fiducia nel settore bancario, proteggendo i contribuenti da fallimenti bancari.
Un primo passo fondamentale sulla strada verso un più genuino EMU è stato raggiunto nel 2014 con il completamento del quadro giuridico per un’Unione bancaria integrata. Esso comprende l’istituzione di un meccanismo di controllo unico (SSM) per le banche della zona euro, costituito dalla Banca centrale europea come autorità generale, al fianco di autorità di vigilanza bancaria nazionali degli Stati membri partecipanti. La supervisione della BCE farà in modo che le nuove regolamentazioni bancarie più severe e standard siano debitamente e omogeneamente attuate.
Inoltre, varie riforme sono state intraprese per affrontare i difetti del progetto iniziale dell’UEM come rafforzare l’applicazione delle regole e il monitoraggio degli squilibri macroeconomici fiscali per affrontare le asimmetrie a lungo termine che si erano sviluppate nella zona euro. Sono stati introdotti nuovi meccanismi di soccorso e di gestione delle crisi, come ad esempio il meccanismo europeo di stabilità (ESM), e una più ampia gamma di strumenti di sorveglianza macroeconomica, oltre a regole, come il six-pack e two-pack, il trattato sulla stabilità di coordinamento e Governance (TSCG) e il Patto euro plus.
Tuttavia, nonostante i progressi compiuti in questi ultimi anni, l’UEM rimane incompleta. Il vertice euro di ottobre 2014 ha sottolineato il fatto che

“un più stretto coordinamento delle politiche economiche è essenziale per garantire il buon funzionamento dell’Unione economica e monetaria”.

Il presidente della Commissione Juncker ha annunciato nei suoi ”Orientamenti politici” del luglio 2014, la presentazione nel corso del 2015 di un importante pacchetto di approfondimento dell’UEM e ulteriori passi verso la ‘sovranità condivisa’ nella governance economica.
Al fine di progettare la via da seguire per approfondire l’UEM, la relazione congiunta ‘Completamento dell’Unione economica e monetaria dell’Europa‘ preparato dai Presidenti della Commissione, Jean-Claude Juncker, del vertice euro, Donald Tusk, dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem , della Banca centrale europea, Mario Draghi, e del Parlamento europeo, Martin Schulz, avanza una possibile via da seguire e mette in evidenza i punti principali necessari per completare l’UEM nel breve e lungo termine. Le misure vanno da un più stretto coordinamento fiscale ed economico a una completa Union Banking. In autunno 2015, la Commissione ha adottato una serie di misure al fine di approfondire l’UEM. Esse comprendono una proposta di rappresentanza esterna unificata della zona euro e graduali passi verso il completamento della Union Banking, tra cui una proposta per l’istituzione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi. Il lancio del pilastro europeo dei diritti sociali è stato inoltre avviato nel marzo 2016.