Cybersecurity e reato: occhio al click!

Cybersecurity e reato: occhio al click!

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Anche se sporadico, l’accesso  ingiustificato a un sistema informatico è sempre reato.

Oggi un altro contributo dell’avv. Dezio Ferraro per l’Osservatorio Legalità:

Con la sentenza n. 14546/17 la Cassazione è tornata sul reato di accesso abusivo ad un sistema informatico affrontando la condotta di un dipendente che, sebbene autorizzato a determinate condizioni all’utilizzo dello stesso, avesse inviato alcune mail in dispregio delle regole interne. La tesi difensiva sostenuta dal legale del dipendente era che lo stesso aveva agito «nell’esercizio delle mansioni che gli erano state affidate» e «con un’operazione istantanea di sola pressione su un tasto di invio». La tesi sostenuta dalla società, al contrario, era che fosse rilevante il mancato rispetto di disposizioni specifiche, «purché queste risultino essere state certamente impartite e recepite come coessenziali alla disciplina dettata dal dominus loci» per la gestione del sistema informatico.

La Corte di Cassazione accedeva alla seconda interpretazione: il titolare del sistema aveva ammesso il soggetto all’accesso «a ben determinate condizioni», per cui ogni condotta dello stesso in assenza o attraverso la violazione di tali condizioni era da considerarsi estranea all’autorizzazione ricevuta. Da questo era facile desumersi il «dissenso tacito del dominus loci» nei confronti delle operazioni effettuate dal dipendente estranee ai dictat aziendali.

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